Indagò sul delitto Fortugno, Stefano Caporossi è il nuovo comandante dei Carabinieri

Arriva direttamente da Roma, dove per 4 anni ha lavorato al Quirinale come comandante del reparto di Sicurezza del reggimento Corazzieri, garantendo i servizi di sicurezza e Protezione ai Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella

Il colonnello Stefano Caporossi

Arriva direttamente da Roma, dove per 4 anni ha lavorato al Quirinale come comandante del reparto di Sicurezza del reggimento Corazzieri, garantendo i servizi di sicurezza e Protezione ai Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella. Il colonnello Stefano Caporossi, nato ad Apecchio (P.U.) nel 1964, è il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Ancona. «Se paragonate ad altre realtà, le Marche sono una realtà molto più tranquilla, ma non dobbiamo dimenticarci di alcun episodio di criminalità, con un occhio attento implicazioni della criminalità organizzata» ha detto proprio il colonnello Caporossi in un uncontro di presentazione lunedì mattina con la stampa. Lui, che ha cominciato la sua carriera proprio a Montemarciano nel 1983 come Carabinieri ausiliario, ha proseguito: «La realtà marchigiana è fatta sopratutto di criminali che arrivano d fuori territorio. Un consiglio per i cittadini? Sapere che qeusto apparente clima di tranquillità non va sottovalutato, per cui è sempre necessario adottare sistemi di prevenzione, come gli impianti di allarme, magari collegati direttamente con le sale operative delle Forze dell’Ordine». Priorità ai reati legati agli stupefacenti e a reati contro il patrimonio. 

Ha avuto anche l'arduo compito di indagare tra i nervi della Calabria dominata dalla ‘Nrangheta, come nel caso del delitto del vice Presidente del consiglio regionale Francesco Fortugno, assassinato nel 2005 con 5 colpi di pistola all'interno del seggio da un killer a volto coperto. Un impegno importante per lui che, figlio di un appuntato dell’Arma, ha raccolto dal padre l’amore per la professione e i valori secolari rappresentati dalla divisa, al punto da accettare ogni trasferimento con spirito di sacrificio e lealtà per il suo lavoro. Fu con quelle indagini che conobbe uno dei peggiori volti della criminalità italiana e oggi, 10 anni di distanza, torna nella sua terra. E a proposito di criminalità organizzata ha detto: «Per affermare che la criminalità organizzata sia presente anche nelle Marche ci vogliono riscontri investigativi. Ma c’è molta attenzione alle attività di riciclaggio».

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