La start-up jesina FlyFood dona 3mila euro per IOM e la Vallesina

La Onlus userà il tesoretto per dotare il personale di presidi di sicurezza: «Nell'emergenza, più richieste di servizio ma meno donazioni. Tuttavia, non ci fermiamo»

La consegna dell'assegno

JESI - Da Flyfood 3 mila euro per lo Iom di Jesi e Vallesina. Grazie alla campagna #unsorrisoadomicilio, la brillante start-up jesina che si occupa di ordinazione di cibo via web e servizi di consegna è riuscita ad accumulare un tesoretto da destinare a favore dell'associazione impegnata nell'assistenza e cura di pazienti oncologici. Una somma importante raggiunta in un solo mese e che arriva proprio ora in un momento di emergenza. I tre giovani soci Marco Bigi, Andrea Verdolini e Roberto Falappa in questi giorni hanno fatto recapitare l'assegno alla presidente della onlus Anna Quaglieri e al direttore responsabile Maria Luisa Quaglieri. 

«Siamo fieri di aver messo in campo un’iniziativa di tutto rispetto, una campagna partita lo scorso novembre  - dicono i tre imprenditori -. Eravamo consapevoli che la struttura di Flyfood e la diffusione del servizio avrebbe garantito una donazione significativa. Abbiamo subito riscontrato un engagement molto alto e questo ci dimostra che la capacità dell’impegno solidale è quello di creare una cassa di risonanza importante». Parole di profonda gratitudine dalla presidente Anna Quaglieri ai tre ragazzi: «La vostra iniziativa, così ricca di amore e solidarietà è stata vincente. Il vostro aiuto, così generoso, è un dono immenso. Con questo gesto, non potete immaginare a quanti pazienti speciali avete garantito cure e sollievo». 

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La donazione rappresenta una boccata d'ossigeno per IOM che destinerà la somma all'acquisto di presidi di sicurezza per il personale: «Anche in piena emergenza sanitaria, la nostra onlus ha continuato ad offrire assistenza ai malati oncologici, circa un'ottantina sul territorio - fa sapere il direttore Maria Luisa Quaglieri -. A questi si aggiungono i servizi a domicilio per quei pazienti che, in questo particolare periodo, preferiscono non recarsi in ospedale per le cure. Di fronte a un maggior numero di richieste, Iom non si è mai fermato, anche se in questi mesi mancano le donazioni. Siamo senza sostegno ma non abbiamo mai manifestato segnali di sofferenza di fronte ai pazienti: stiamo continuando a prenderci cura di loro, senza abbandonarli, nella speranza che questa situazione di emergenza rientri il prima possibile».

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