Stalle crollate per il terremoto, la rabbia in Parlamento: «Il Governo giustifichi i ritardi»

Con un'interpellanza urgente, dopo aver segnalato la situazione degli allevatori nelle zone terremotate delle Marche, si chiede al Governo se "non intendesse fornire spiegazioni sui ritardi"

Un cane tra la neve di Pieve Torina dopo il terremoto

Le scosse sismiche non si possono prevedere. Ma la neve, il freddo, il maltempo che sta stritolando le Marche già in ginocchio per colpa del terremoto, sì. Era stato tutto annunciato eppure nessuna istituzione, nessun organo politico è intervenuto preventivamente per assicurare i capi di bestiame di quegli allevatori che avevano lanciato l'allarme: «Qui servono stalle prima che sia troppo tardi». Ieri è stato troppo tardi. E allora la rabbia del popolo marchigiano, che si sente abbandonato da tutti, è arrivato alla Camera dei deputati tramite un'interrogazione urgente al Governo Gentiloni, da parte della deputata di Sinistra Italiana Lara RicciattiCon un'interpellanza urgente, dopo aver segnalato la difficile situazione degli allevatori nelle zone terremotate delle Marche, la Ricciatti (in foto) chiede al Governo se "non intendesse fornire spiegazioni sui ritardi nelle forniture delle strutture da adibire ad uso stalla, se fosse in grado di chiarire le tempistiche dell’arrivo delle strutture provvisorie e/o delle azioni di intervento per rendere agibili le stalle danneggiate nelle aree del cratere, Lara Ricciatti in Parlamento-2quali iniziative urgenti intendesse adottare al fine di evitare che le avverse condizioni meteorologiche, che si protrarranno prevedibilmente per l’intera stagione invernale, siano ulteriore causa di deperimento di capi di bestiame e di gravi perdite per gli allevatori, se al Ministro in indirizzo risulti che i costi di smaltimento delle carcasse sia a carico degli  agricoltori o allevatori, ed in caso positivo quali iniziative intenda assumere a riguardo, se non intenda chiarire le responsabilità relative ai ritardi della fornitura delle stalle mobili, posto che a detta dello stesso Ministro interrogato, iniziative per fronteggiare l’emergenza erano già state adottate a partire dal sisma del 24 agosto".

Soprattutto tenendi conto di come proprio il Ministro Martina, in un incontro tenutosi il 10 gennaio scorso alla Regione Marche con il presidente della Regione Luca Ceriscioli, il commissario straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani, il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio e la vicepresidente della giunta regionale Anna Casini, davanti alle associazioni di categoria degli allevatori, aveva affermato che «Gli strumenti ci sono già. Possiamo operare nell’ambito dell’ordinanza emergenziale di fine novembre, che consente un campo di azione ed intervento diretto e, grazie alle istituzioni pubbliche, unico nel suo genere» Il Ministro parlò di rimborso al 100% da parte del Commissario all'emergenza delle spese per la continuità produttiva sostenute dai privati, ammettendo che si dovessefare di più e prestto e garantendo come a febbraio sarebbe partita la prima tranche di interventi di aiuti agli allevatori per coprire il mancato reddito da 11 milioni di euro.

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