Cronaca

L'incubo di una mamma: «Se non torni ammazzo te e tuo figlio». Stalker in manette

Minacce al telefono e su Whatsapp: i carabinieri hanno arrestato a Bologna un giovane papà originario di Jesi che perseguitava l'ex compagna anconetana

foto d'archivio

Telefonate continue, messaggi inquietanti, esplicite minacce di morte: «Se non torni con me vengo lì e ammazzo te e il bambino». L’incubo è durato anni e a placare lo stalker non è bastato il primo divieto di avvicinamento e di comunicazione imposto dal giudice.

Lui, per un anno intero, dal campo rom di Bologna in cui ha trovato ospitalità, ha ripreso a scriverle, a chiamarla, a minacciarla. Alla fine la giovane mamma anconetana, impaurita per sé e per il bimbo di 8 anni dopo le aggressioni fisiche subite in passato, almeno in un paio di circostanze, ha preso coraggio e si è presentata alla caserma dei carabinieri di Brecce Bianche per denunciare ancora una volta il suo ex. Dopo aver svolto gli accertamenti e aver raccolto un quadro indiziario importante, su disposizione del pm Valentina Bavai che ha coordinato le indagini e su richiesta del gip del tribunale di Ancona, i militari nella giornata di ieri sono andati a Bologna per rintracciare e arrestare lo stalker trentenne, un pregiudicato rom bolognese originario di Jesi: era già ai domiciliari e la misura cautelare è stata rinnovata, sempre all’interno del campo rom in cui si trova.

L’uomo credeva di aver ottenuto il risultato sperato, con ripetute telefonate e chat minatorie su Whatsapp: in effetti, la sua ex si era chiusa in se stessa e non riusciva più a reagire. Era ormai convinto di tenerla in pugno, con il chiaro intento di renderle la vita impossibile. Ma grazie al sostegno dei carabinieri di Brecce Bianche, la giovane mamma è riuscita a trovare la forza di raccontare l’incubo vissuto e denunciare l’ex che, accecato dalla gelosia, non accettava la fine della loro love story. 

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