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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Senigallia

Botte alla ex che lo aveva lasciato. Per colpirla ha usato anche la bambola della figlia: condannato

Due anni per stalking e lesioni aggravate. Sotto accusa un pizzaiolo di 40 anni. L’uomo ha sempre negato i fatti. Pressioni solo per vedere la bambina

SENIGALLIA - Non avrebbe accettato la fine della relazione e per questo avrebbe iniziato a perseguitare la ex compagna tempestandola di messaggi, telefonate arrivando anche a picchiarla. Un calvario che, stando alle accuse che hanno portato a processo un 40enne, di origine marocchina, pizzaiolo, per stalking e lesioni aggravate, sarebbe andato avanti da febbraio del 2016 fino ad aprile del 2017. L’uomo avrebbe percosso la donna, una 36enne senigalliese, usando anche la bambola della loro figlioletta. Tutto falso per l'imputato che avrebbe fatto solo pressioni per vedere la figlia da cui la ex voleva allontanarlo. Ieri la giudice del tribunale di Ancona, Maria Elena Cola, ha condannato il 40enne a due anni di reclusione e al pagamento di mille euro come risarcimento alla vittima.

Stando alle accuse, per più di un anno il marocchino, difeso dall’avvocato Ruggero Tomasi, avrebbe reso la vita impossibile alla sua ex compagna inviandole messaggi continui e telefonandone ripetutamente manifestando comportamenti possessivi nei suoi confronti e in quelli della figlia piccola di pochi anni. L'uomo avrebbe preteso di vedere la bambina anche quando non poteva occuparsene. Con la 36enne avrebbe avuto un atteggiamento violento riempiendola di insulti quando la incontrava. In una occasione le avrebbe impedito anche di recuperare la loro figlia trascinandola fuori dall'auto per i polsi.

Contestati due episodi in cui l’uomo avrebbe picchiata la donna finita poi in ospedale. Uno a febbraio 2017, nel giorno di San Valentino, quando l’avrebbe spintonato, afferrata per il naso ed al collo per poi colpirla con le chiavi dell'auto pestandole anche un piede con forza. Riportò 7 giorni di prognosi. L'altro ad aprile dello stesso anno quando l'avrebbe picchiata con la bambola della figlia, colpendola sulla testa più volte. La 36enne era parte civile con l’avvocato Luca Pancotti. L’imputato potrà fare appello.

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