«Saluti dalla Bulgaria, attaccatevi al c..o», ma la beffa non riesce: arrestato in Slovenia

L'uomo era ricercato per maltrattamenti e atti persecutori

foto di repertorio

Negli ultimi quattro anni ha maltrattato la moglie e il figlio prima di accasarsi con altre compagne e riservare loro lo stesso trattamento: minacce e bastonate. Quando il 58enne cuoco anconetano ha avvertito che i poliziotti della squadra Mobile erano ormai sulle sue tracce ha abbandonato prima Ancona poi l’Italia, pensando inutilmente di beffarli con un video su Facebook: “Eccoci qua, ragazzi un saluto dalla Bulgaria, attaccati al c…o e portalo via” ha detto l’uomo nel filmato (GUARDA IL VIDEO) rivolgendosi presumibilmente ai poliziotti con il gesto dell’ombrello. In realtà non era in Bulgaria ma in Slovenia, a Lubiana, dove conviveva con la sua sesta donna in ordine di tempo, una coetanea anconetana.

La beffa e l'arresto

Ad essere beffato è stato proprio lui, sabato scorso, finito in manette su mandato di arresto europeo. E’ stata proprio l’ultima compagna ad incastrarlo inconsapevolmente. Lo scorso fine settimana gli investigatori guidati da Carlo Pinto hanno saputo che la donna sarebbe arrivata ad Ancona per motivi personali e che sarebbe tornata a Lubiana nel giro di poche ore. Così è stato e gli agenti della sezione reati contro la persona, compresa la dirigente Elisa Gentili, l’hanno pedinata in treno e in autobus lungo il viaggio di ritorno. Sabato scorso, in collaborazione con l’Interpol e con la polizia slovena come da prassi, hanno arrestato il 58enne sotto la sua abitazione. «E’ una persecuzione politica della polizia italiana» ha detto l’uomo al momento della cattura. Il cuoco si trova tuttora in carcere in Slovenia, ma le procedure per l’estradizione sono già state avviate. 

Il gesto dell'ombrello per depistare i poliziotti, la beffa è solo per lui - VIDEO

L'indagine e la ricerca del sesso sfrenato che diventa violenza

L’indagine è partita nel 2014 quando, secondo le ricostruzioni, il cuoco aveva maltrattato la moglie e il figlio, trattamento riservato alle compagne che si sono alternate nel corso degli anni. Conosciuto alle forze dell’ordine, nel giugno 2017 il cuoco venne anche accusato di sfruttamento della prostituzione: avrebbe gestito un night club (poi chiuso) dove si consumavano atti sessuali. Il copione era sempre lo stesso: agganciava via social network donne che uscivano da storie tormentate per iniziare relazioni fatte di sesso spinto. Quando la passione si affievoliva però partivano le minacce e le botte anche a suon di bastonate. Secondo le indagini, in un caso il cuoco rischiò di soffocare una delle compagne con una corda tanto da essere accusato di tentato omicidio. L’anno successivo venne denunciato dalla stessa che raccontò ai poliziotti di minacce subite anche dai tre figli e dall’ex marito intervenuto a difesa. In quel caso il 58 enne fu gravato da un divieto di avvicinamento, non lo rispettò e il giudice trasformò il provvedimento in una custodia cautelare in carcere.

La parente

Nel luglio 2017 è stato denunciato per maltrattamenti anche da una lontana parente con cui aveva iniziato la relazione e durante la perquisizione in casa gli venne trovata una pistola scacciacani semiautomatica con un tappo rosso. Il procedimento penale portò al divieto di avvicinamento con obbligo di firma.

L'ultima relazione che portò alla denuncia

La sesta relazione è storia recente ed è quella che ha portato alla cattura. A denunciarlo è stata la figlia della donna e il diretto interessato ha pensato bene di far sparire le proprie tracce.

La latitanza

Prima è stato ricercato nel Lazio, poi le indagini hanno portato in Slovenia dove lo aveva raggiunto la nuova compagna. Viveva da latitante e lavorava come fornitore di catering. Pensava di depistare i poliziotti con un finto video dalla Bulgaria, ma è stato tradito dal breve viaggio della compagna. Risponderà di ati persecutori e maltrattamenti in famiglia relativi alla denuncia della sua penultima vittima. 

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