Fine dei rilievi, i carabinieri tolgono i sigilli: spiaggia Bonetti riparte dalla ristorazione

La soluzione del dissequestro era stata suggerita proprio dallo stesso consulente tecnico della Procura Gianluigi Guidi, poi avanzata dall'avvocato Riccardo Leonardi

Stabilimento Bonetti

Tutti i rilievi che dovevano essere effettuati da parte dei tecnici, per capire se si tratti o meno di un atto doloso, sono stati eseguiti. Non ci sono più motivi per tenere chiusa la zona della spiaggia Bonetti, lo stabilimento distrutto da un incendio nella notte tra il 29 ed il 30 maggio scorso. Per questo oggi, su ordine del pm titolare dell’inchiesta Marco Pucilli, i carabinieri di Ancona hanno dissequestrato l’area dello chalet di Portonovo, ad eccezione della zona pertinente i contatori elettrici, proprio quelli su cui gli investigatori stanno cercando di fare luce perché è da lì che potrebbe essere scaturito il devastante rogo. Una notizia importante per Paolo Bonetti che adesso, seppur tra mille difficoltà, potrà procedere con la pulizia della zona e la predisposizione di una struttura provvisoria che possa garantire un minimo servizio di ristorazione ai clienti dello stabilimento.

La soluzione del dissequestro era stata suggerita proprio dallo stesso consulente tecnico della Procura Gianluigi Guidi il quale, all’esito del sopralluogo dello scorso 3 luglio (il secondo), in presenza anche dei tecnici incaricati da E-Distribuzione e dei consulenti di parte, aveva detto di non ritenere più indispensabile il mantenimento del vincolo sull’intera l’intera zona. Resta però necessario esaminare al meglio la zona dei contatori elettrici, di circa 1,30 x 2 metri. E’ anche sulla base di questa disamina dell’esperto nominato dalla Procura che il rappresentante legale de “LA BAIA srl”, l’avvocato Riccardo Leonardi (foto in basso), ha presentato richiesta formale per togliere i sigilli alla zona dello stabilimento balneare. Motivando la necessità di liberare la spiaggia dai detriti con una serie di esigenze, non solo economiche, ma anche ambientali. Economiche perché la società, oltre ad aver subito ingentissimi danni patrimoniali, ha una decina di dipendenti già assunti con contratto stagionale. Ambientale per il pericolo del mantenimento di macerie bruciate costantemente esposte alle intemperie nel cuore della baia dorica. 

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