Due euro per l'accesso alle spiagge libere, Rubini: «No alla tassa sul mare»

Il capofila di Altra Idea di Città: «Convocare al più presto le commissioni e discutere in Consiglio comunale una soluzione partecipativa»

Francesco Rubini (Aic)

No ad una “tassa sul mare”. Lo dice a chiare lettere Francesco Rubini di Altra Idea di Città, in relazione alla proposta dei Verdi, vagliata dal Comune, di far pagare 2 euro l’accesso alle spiagge libere per contribuire alle spese di controllo e di installazione di docce e bagni. «Che si sarebbe arrivati a proporre la cancellazione di fatto delle spiagge libere era prevedibile, come se non bastasse il già ampio processo di privatizzazione delle spiagge che ha coinvolto l’Italia negli ultimi decenni con centinaia di stabilimenti sempre più grandi e impattanti - scrive Rubini -. Con la scusa della lotta al contagio da Covid-19 evidentemente qualcuno pensa di poter sottoporre uno dei beni comuni per eccellenza, il mare con i suoi arenili, ad una tassa, come se fosse un bene di consumo qualsiasi. Una logica mercantilista che, al netto dell’attuale emergenza, va rispedita al mittente con forza affermando senza tentennamenti l’impossibilità di trasformare i beni collettivi in beni commerciali. Sancire questo principio giuridico, politico e culturale, non ci impedisce di comprendere la necessità di individuare una modalità di utilizzo delle spiagge libere per l’estate in arrivo capace di garantire una fruizione libera e pubblica, ma in linea con i protocolli necessari per impedire il contagio». 

«Da questo punto di vista - continua l’ex candidato sindaco di Ancona - siamo convinti che occorrerà mettere a sistema modelli organizzativi e tecnologici all’avanguardia, sperimentando un nuovo (ma transitorio) approccio al mare, in una logica di responsabilità collettiva che metta al centro la comunità cittadina e non il solo e solito bisogno individuale. A tal proposito riteniamo importante che la politica tutta, evitando scorciatoie e decisioni unilaterali, costruisca linee guida e protocolli univoci per permettere poi agli enti locali di organizzare al meglio la gestione e la fruizione delle spiagge libere. All’amministrazione chiediamo di convocare al più presto le commissioni competenti in materia e di costruire insieme al consiglio comunale e alle associazioni locali interessate un programma sugli arenili il più possibile partecipato e partecipativo». 

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