Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Spese pazze della Regione, il Gup ascolta Spacca: «Tutto per scopi istituzionali»

Oriano Tiberi (Forza Italia): «Non chiederò il rito abbreviato e rinuncio alla prescrizione perché non mi va che mi si accusi di atteggiamenti criminosi. Voglio essere assolto e mi devono chiedere scusa»

Gian Mario Spacca all'udeinza del processo sulle spese pazze

«Avevo chiesto di essere ascoltato dal giudice e sono stato ascoltato: preferisco non dire altro, per rispetto del lavoro del Gup». Sono le poche parole dell’ex Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, presente oggi alla prima udienza del processo sulle presunte spese pazze dei gruppi consiliari, di fronte al Gup Francesca Zagoreo. Spacca, insieme ad altri 65 tra ex consiglieri, assessori e funzionari regionali, è imputato con l’accusa di peculato (ECCO TUTTI GLI INDAGATI). Secondo il pm dorico Ruggiero Dicuonzo, dal 2008 al 2012, i politici avrebbero richiesto i rimborsi di una serie di spese prettamente private. Altro che per scopi di pubblica utilità. Accuse rigettate da tutti gli imputati. Compreso Spacca, che non ha rilasciato nessun altro commento per i giornalisti, in assedio dell’aula in cui si teneva la camera di consiglio. Tuttavia l’avvocato Alessandro Gamberini, ha spiegato come Spacca avesse «rappresentato l'inerenza delle spese del suo monogruppo consiliare con i fini istituzionali, in assoluta trasparenza». Dunque l’ex governatore, interrogato dalle parti, avrebbe dato conto dei perché di quei capitoli di spesa. Voce per voce. Anche degli occhiali pagati con 700 euro di soldi pubblici. Si sarebbe trattato di un errore: quello di uno scontrino finito per sbaglio tra le richieste di rimborso. Tanto che Spacca avrebbe già rimborsato quei soldi prima ancora dell'indagine. Quasi certamente l'ex presidente chiederà di essere processato con il rito abbreviato, anche se l'istanza non è stata ancora formalizzata.

 

L’udienza sarebbe dovuta iniziare alle 9:00 di lunedì (16 maggio), se non fosse l'ex capogruppo Pd alla Regione Marche Mirco Ricci aveva chiesto un rinvio per legittimo impedimento dopo essere stato morso da una vipera. Dopo una serie di accertamenti durati ore, il Gup ha deciso di rigettare la richiesta. E così gli interrogatori sono partiti alle 15:00. Oltre Spacca, il giudice ha ascoltato anche Massimo Binci (Sel), accusato di aver speso migliaia di euro per trasferte, benzina, soggiorni in albergo e un corso di francese costato 56 euro. L’ex politico di sinistra, difeso dall’avvocato Stefano Crispiani, ha raccontato ai cronisti: «E’ un errore. C’erano una serie di scontrini personali che, dopo viaggi istituzionali, sono finiti per sbaglio insieme a quelli delle missioni. Semplicemente quegli scontrini non dovevano essere lì». Presente in aula anche Oriano Tiberi (Forza Italia) che, difeso dall’avvocato Fabrizio Dini, ha detto: «Io sono accusato di peculato per aver acquistato 1.000 euro di francobolli con tanto di ricevuta della tabaccheria. Non si capisce perché un consigliere regionale non possa prendere dei francobolli per spedire delle lettere. Qui ci sono decine di persone indagate per cose di questo genere e mi pare che tutto questo non abbia senso. Mi hanno indagato per aver fatto il mio lavoro». E’ amareggiato Tiberi che, con con le lacrime agli occhi, ha detto di voler dimostrare la sua innocenza fino in fondo: «Io non solo non chiederò il rito abbreviato ma rinuncio alla prescrizione perché non mi va che mi si accusi di atteggiamenti criminosi perché secondo loro io sono un criminale perché ho comprato dei francobolli con tanto di ricevuta. Io voglio essere assolto con formula piena e mi devono chiedere scusa». 

Alla fine processo rinviato al 27 e 30 maggio, come anche alle date di 7 e 13 giugno. Saranno quelle le udienze in cui, chi vorrà potrà essere interrogato. Dopo di che seguiranno le requisitorie del pm e le arringhe difensive. Ma la prossima volta sarà anche l'occasione per formalizzare eventuali richieste di rito abbreviato.

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