Spese pazze della Regione: «Ora interrogatori in tempi brevi»

E' la richiesta espressa da parte di molti indagati che, convinti di non avere nulla da nascondere, vogliono essere ascoltati al più presto in modo tale da uscire da questo ciclone prima delle prossime elezioni

Magistrelli - Bugaro

La prima a chiedere che il procedimento abbia tempi più brevi possibile è l'avvocato Marina Magistrelli, difensore delle posizioni di Fabio Badiali, Stefania Benatti, Francesco Comi e Adriana Mollaroni, accusati a vario titolo di spese istituzionali che, secondo la Guardia di Finanza, non sarebbero state attinenti con l'attività politica o prive della dovuta documentazione. «A questo punto i tempi faranno la differenza - ha detto l'avvocato Magistrelli - La procura acceleri l'iter. Sono in 3 i Pm che seguono l'inchiesta. I consiglieri sono 66, se lavorano per 12 ore al giorno, in una settimana interrogano tutti ed hanno tutti gli elementi per decidere presto per chi chiedere l'archiviazione. Tre interrogatori al giorno possono farli senza nessuna difficoltá. L’allungamento dei tempi dell'inchiesta é una ingiustizia per gli onesti e un dispregio per l'istituzione regionale».

Duro anche il presidente del consiglio regionale Giacomo Bugaro (Forza Italia) che, dal canto suo, è accusato di aver speso denaro per convegni, ristoranti e indennità chilometriche. Tutte attività consentite dalla legge. Ma che, per gli inquirenti, non sarebbero state supportate da documentazione giustificativa. «Io confido nel fatto che emerga al più presto come io sia assolutamente estraneo a qualsiasi addebito - ha detto Bugaro -  Sono tranquillo ma la cosa che mi disturba è che il mio nome sia mezzo a questa questione. Ma anche come sia stata trattata a livello giudiziario. Un'indagine che si basa su 1 milione di euro in 5 anni, doveva essere chiusa non dopo 2 anni e mezzo ma dopo 3 mesi, evitando che venisse fuori a 3 mesi dalle prossime elezioni perché una cosa come questa avrà delle ripercussioni, che rischiano di miniare il corso regolare delle prossimo mandato elettorale. E questo è inaccettabile dopo tutto quello che abbiamo fatto per far emergere la Regione Marche tra le più virtuose d'Italia». 

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Parla anche l'assessore Maura Malaspina (Udc) che definisce «false, denigratorie e tendenziose le notizie apparse sul suo coinvolgimento nell'inchiesta della Procura di Ancona. Come verrà dimostrato il denaro è stato speso con oculatezza e rigore, secondo le norme vigenti del tempo».

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