Spese pazze della Regione, al via agli interrogatori degli indagati

Tra i primi ad essere sentiti dalla Guardia di Finanza di Ancona ci sono Bugaro, Zinni e Benatti. Proseguono gli interrogatori dei gruppi e dei consiglieri regionali coinvolti nell'inchiesta sulle spese facili

Proseguono gli interrogatori dei gruppi e dei consiglieri regionali coinvolti nell'inchiesta sulle spese facili. Le indagini, partite due anni e mezzo fa e chiuse a febbraio, riguardano 1,2 milioni di euro di spese effettuate tra il 2008 e il 2012 ritenute non documentate o non inerenti all'attività dei gruppi. Gli interrogatori, chiesti da una trentina dei 66 indagati per chiarire le contestazioni e chiedere l'archiviazione, sono iniziati ieri e proseguiranno fin dopo Pasqua. Tutti hanno presentato memorie difensive, tranne Dino Latini che ha invece deciso di dimostrare la propria innocenza durante il processo.

Tra i primi ad essere sentiti dalla Guardia di Finanza di Ancona, c'è il ocnsigliere regionale FI e vice presidente dell'Aseemblea Legislativa Giacomo Bugaro: «Ieri finalmente sono stato ascoltato dagli inquirenti ed ho dimostrato la mia totale buona fede ad adesione del mio comportamento e alla legge su cifre modeste. Penso che questa vicenda si risolverà nel migliore dei modi, così lo auspico e così lo dicono le carte- dichiara Bugaro - Questa vicenda che i media hanno denominato "spese pazze" penso che, salvo alcuni circoscritti casi, finirà con l'archiviazione. Personalmente sono molto più che sereno».

Sentito ieri anche il consigliere di Fdi-An Giovanni Zinni. «Finalmente ho avuto l'opportunità di chiarire la mia posizione. Purtroppo durante le indagini preliminari, nonostante i termini siano stati prorogati per ben due volte, nessuno aveva ritenuto di dovermi interrogare, ma dopo aver richiesto volontariamente di essere sentito, ho espresso agli inquirenti attraverso della documentazione le mie ragioni e la mia totale estraneità in relazione al reato contestatomi. Ho depositato ampia documentazione a sostegno della liceità della spesa e della legittimità del mio operato. Ci tengo a precisare che la documentazione alla quale faccio riferimento era comunque a disposizione degli inquirenti poiché da sempre presente negli uffici regionali. Pertanto mi sono sentito legittimato a chiedere l'archiviazione della mia posizione».

Sempre ieri sono state sentite le ex consigliere del Pd Adriana Mollaroli e Stefania Benatti. Oggi invece è stata la volta dell'interrogatorio dell'assessore regionale Paola Giorgi. Tra gli indagati ci sono anche il presidente della regione Gian Mario Spacca, il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, assessori e quasi tutti i consiglieri regionali tra cui anche  e il segretario regionale del Pd Francesco Comi.  L'indagine aperta nel 2012 e protratta per tre anni, entra nel vivo proprio a ridosso delle elezioni regionali. La sfiducia dei cittadini nei confronti della politica potrebbe costare caro in termini di partecipazione.

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