Spese pazze della Regione, tutti sullo stesso piano: chiesto il giudizio per i 66 indagati

Erano 66 gli indagati tra politici e funzionari della regione e sono gli stessi 66 per cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di peculato. Dunque tutti sullo stesso piano e nessuna scrematura

Il consiglio regionale

Spese pazze del consiglio regionale. Chiesto il rinvio a giudizio per tutti i 66 indagati. E’ questa la decisione del pm titolare dell’indagine Ruggiero Dicuonzo, che ha depositato la richiesta di processare tutti i politici e funzionari della Regione finiti nell’indagine dal 2008 al 2012, dove gli inquirenti sono convinti siano stati usati 1,2 milioni di euro pubblici a scopi privati. Le accuse non cambiano di un virgola. Dunque, dopo anni di studi da parte della Guardia di Finanza di Ancona, nessuna scrematura da parte della magistratura, nessuna posizione da stralciare. Si va da politici che hanno comprato un libro all’ex assessore Maura Malaspina (Udc), difesa dall’avvocato Alessandro Scaloni e accusata di aver speso più di 2mila euro per una cena con 20 invitati. C’é chi è accusato di aver speso pochi euro come anche chi ne ha spesi decine di migliaia. Per tutti l’accusa è di peculato o concorso in peculato per aver attinto ai rimborsi dei gruppi di partito per pagare attività o spese private, qundi che non rientravano tra quelle previsti dalla legge sul “Finanziamento dell'attività dei gruppi consiliari” (L.r. 10/08/88 n° 34) o comunque non erano collegate ad attività istituzionali o, nella migliore delle ipotesi, non erano sufficientemente documentati. Ma c'è anche l’ex assessore Paola Giorgi, accusata di truffa e difesa dall’avvocato Gianni Marasca. A lei viene contestato di aver fatto finta di risiedere a Matelica, quando in realtà avrebbe vissuto ad Ancona, per avere gioco facile nei rimborsi di trasporto. 

Alcuni sono nomi della politica passata. Ma ci sono dentro anche gli attuali assessori regionali Angelo Sciapichetti (Pd, assessore all’ambiente) e Moreno Pieroni (del Psi-Uniti per le Marche, assessore alla Cultura e Turismo). Proprio quest’ultimo, difeso dall’avvocato Monica Clementi, ha commentato: «Ho appreso del rinvio a giudizio. Non ho ancora parlato con il mio avvocato e non conosco i dettagli della decisione del procuratore. Posso solo dire a caldo che sono a Pm Ruggiero Dicuonzo-2disposizione del presidente della Giunta Luca Ceriscioli per tutte le valutazioni che vorrà fare sulla vicenda». Chiesto il giudizio anche per l'ex governatore Gian Mario Spacca, l'ex presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi (entrambi eletti con il Pd ma poi passati a Marche 2020) l'ex consigliere e attuale segretario regionale del Pd Francesco Comi, vari consiglieri rieletti nella nuova legislatura. Dentro anche l’ex Pci e poi Idv Andrea Filippini che, accusato di essersi appropriato di quasi 30mila euro, aveva spiegato la sua posizione alle fiamme gialle, assistito dal suo avvocato Laura Versace

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