Spese dei gruppi consiliari, la Procura conferma: "Ci sono degli indagati"

Stretto riserbo da parte della Procura, che essendo le indagini ancora in corso non fornisce conferme su reati o nomi di singoli politici. Tra le spese contestate mimose, app, libri, consulenze e le immancabili cene

Una cosa è certa. Nel mirino della Procura anconetana c’è la gran parte del consiglio regionale marchigiano per delle spese che, pur non essendo esagerate come quelle che si trovano in altre regione, possono pur sempre suscitare indignazione nella cittadinanza.
Sono mesi che la guardia di Finanza sta spulciando i conti dei gruppi consiliari e dei singoli politici seduti a palazzo Raffaello di via Michelangelo.  Dalla Procura del palazzaccio dorico confermano che “Ci sono degli indagati, ma non si danno indicazioni perché è prematuro: ci sono indagini in corso, per cui si deve necessariamente aspettare la fine di queste. Non si danno indicazioni nemmeno sui reati, né sui nomi perché non sono ancora stati notificati eventuali avvisi di garanzia”.

L’inchiesta che si era aperta nell’ottobre del 2012 quindi prosegue, e probabilmente sta volgendo al termine. Certo non si può non notare la differenza con le spese dei politici di altre regioni, che hanno speso anche centinaia di migliaia di euro dei contribuenti. Ma resta il fatto che, se fossero confermate dalle indagini dei magistrati, ci sarebbero diverse spese per cui i consiglieri regionali (in modo trasversale) avrebbero chiesto il rimborso alla cassa pubblica. Intanto la Corte dei Conti ha concluso le sue verifiche prettamente contabili e ha segnalato le spese non giustificate.

LE SPESE. Il gruppo del Presidente Gian Mario Spacca avrebbe speso poco meno di 100 euro per un’applicazione Iphone. In casa Partito Democratico ci sarebbero circa 160 euro in mimose regalate alle donne della politica marchigiana lo scorso 8 marzo, a cui però si devono aggiungere poco meno di 2mila euro in consulenze esterne in materia di marketing e comunicazione. Al Pdl sarebbero contestate circa 140 euro di spese di ristorazione.  Anche al centro (Udc) ci sarebbero 600 euro spese per una serie di incontri e convegni che non rientrerebbero in ambito istituzionale.
Poi ci sarebbero anche politici a cui vengono contestati pochi euro per un libro. Una piccolezza, ma proprio per questo forse ancora più incomprensibile.

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