Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Spari in via Flavia, archiviata denuncia ex poliziotto ai tifosi per lesioni. Il giudice: «Inattendibili le sue dichiarazioni»

Alessandro Giordano aveva sporto querela ravvisando di aver subito conseguenze fisiche gravi. Un colpo della sua pistola aveva preso la gamba di un 21enne

ANCONA - Denuncia i tifosi che lo avrebbero picchiato in via Flavia, prima che sparasse il colpo di pistola che ferì il 21enne Nicoló Giommi ad una gamba, ma la giudice archivia. «Non possono avere rilievo le dichiarazioni di Alessandro Giordano - scrive la gip Sonia Piermartini nelle motivazioni - interessato e inattendibile vista la condotta di quella sera». Non è stata data credibilità nemmeno al testimone portato che ha partecipato alla stessa serata brava e quindi non ritenuto «né terzo né imparziale rispetto ai fatti». Giordano aveva denunciato per lesioni gravi quattro giovani intervenuti quella notte, il 21 gennaio dello scorso anno, arrivati sotto casa sua in via Flavia. L’ex agente, che all’epoca dei fatti era ancora un poliziotto (poi è stato destituito), avrebbe dato appuntamento al gruppetto dei tifosi dorici, compreso quello poi ferito, Nicoló Giommi, per un battibecco esploso in un locale alla Baraccola e dove entrambi stavano facendo serata. In via Flavia Giordano esplose due colpi con la pistola d’ordinanza, uno in aria, il secondo contro il 21enne Giommi, che riportò 30 giorni di prognosi. Prima della sparatoria il 21enne e gli altri tifosi lo avrebbero aggredito facendogli riportare una prognosi di 60 giorni.

Sarebbero arrivati almeno in dieci, anche con dei bastoni, aveva sostenuto Giordano. La denuncia era stata sporta contro il tifoso ferito dagli spari e tre suoi amici. Il pm Marco Pucilli voleva archiviare la denuncia ma la difesa, rappresentata dagli avvocati Paolo Campanati, Marco Chiarugi e Michele Magistrelli, si era opposta alla richiesta di archiviazione e il 19 giugno scorso è stata discussa davanti alla gip che si era riservata. La riserva è stata sciolta. «A fronte di tale sintetica ricostruzione dei fatti la condotta degli odierni indagati va plausibilmente ricondotta - scrive la gip - ad una dinamica difensiva e di reazione ragionevolmente indotta dalla paura di soccombere davanti alla circostanza che i ragazzi erano giunti completamente disarmati all'incontro mentre il Giordano si era fatto trovare impugnando la pistola di ordinanza. Si rendeva quindi necessario agire, anche eventualmente in prevenzione, per disarmare il Giordano che in effetti dopo aver sparato in aria non si faceva neppure scrupolo di sparare alla persona del Giommi, alla gamba». I quattro tifosi erano difesi dagli avvocati Michele Di Ruggero, Alessandro Scaloni, Marcellino Marcellini e Francesco Nucera.

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