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Cronaca

Il poliziotto davanti al giudice: «Ho reagito ad una aggressione, non volevo fare male a nessuno»

Il gip Carlo Masini si è riservato sulla convalida del fermo di Alessandro Giordano, l’agente accusato di tentato omicidio premeditato per aver sparato e ferito un 21enne

ANCONA - Non voleva ferire nessuno e tantomeno uccidere ma sotto casa si sarebbe trovato davanti tanti ragazzi al punto che «ho reagito ad una aggressione ma non volevo fare del male». Così Alessandro Giordano, 40 anni, poliziotto del Commissariato di Civitanova Marche, si è difeso questa mattina davanti al gip Carlo Masini nell’udienza di convalida del fermo scattato dopo la sparatoria di via Flavia, avvenuta sabato notte, sotto casa sua. L’agente è arrivato in tribunale scortato dai colleghi della squadra mobile, in borghese. Al termine dell’udienza sono stati i suoi avvocati a rilasciare una breve dichiarazione. «Giordano ha chiarito la sua posizione, ora attendiamo il provvedimento del giudice. Si è difeso ha chiarito il fatto spiegando che non era sua intenzione fare del male ma ha reagito ad una aggressione perpetrata da numerose persone, sparando un colpo in aria».

Così ha spiegato l’avvocato Paolo Campanati. Difende il poliziotto insieme al collega Marco Chiarugi. L’accusa è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. Il gip si è riservato sulla convalida e sulla misura. Deciderà nel pomeriggio. L’agente sabato notte aveva sparato due colpi di pistola ferendo ad una gamba un giovane di 21 anni, Nicoló Giommi, arrivato sotto casa sua per un chiarimento a seguito di un litigio avvenuto poco prima in discoteca. In tribunale il poliziotto è arrivato indossando un collarino medico al collo. Sul volto i segni delle percosse ricevute. «Giordano ha spiegato che il secondo colpo è partito accidentalmente - ha aggiunto il legale Campanati -. Lui è molto affranto, dispiaciuto, sta male». Il poliziotto, stando alla difesa, sarebbe stato vittima di una spedizione punitiva da parte del 21enne e di suoi amici tanto da ritrovarsi davanti ad una decina di soggetti che avrebbero iniziato a picchiarlo. Giordano ha riportato varie contusioni al volto, una frattura al costato e una prognosi di 30 giorni. Sul perché fosse in strada con la pistola, ad attendere il 21enne l’avvocato si è limitato a rispondere: «I pubblici ufficiali possono tenere la pistola di ordinanza con sé anche se non in servizio». L’agente è stato trovato positivo alla cocaina e all’alcol ma non sono contestate come aggravanti. 

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