Scoperta una centrale di spaccio di metadone, in manette un 28enne

Ieri sera 14 i poliziotti dell’ Ufficio Immigrazione hanno concluso l’iter procedurale per un tunisino clandestino 32enne, espulsione dal territorio nazionale come misura di sicurezza

Fiale di metadone - foto di repertorio

La Polizia di Stato di Ancona ha effettuato un arresto per droga, individuando una centrale di spaccio di metadone cui ricorrevano diversi tossici anconetani per sballarsi con una sostanza stupefacente quasi impossibile da reperire. I poliziotti della sezione narcotici della Squadra Mobile dorica avevano individuato un 28enne dimorante in zona Brecce Bianche, con piccoli precedenti e lavori saltuari, che da voci raccolte dal territorio appariva ostentare un tenore di vita non commisurato alle sue magre entrate: vestiva bene, frequentava locali alla moda, se del caso era sempre pronto ad offrire da bere agli amici. Il giovane è stato pedinato e, intuito il momento propizio, è scattato il blitz con una irruzione nell’ appartamento di un parente, ignaro della doppia vita del giovane. Dalla camera che lui occupava è uscito fuori un tesoretto: 100 boccette di metadone per circa 2 litri di sostanza stupefacente. Molto ricercata dai tossici perché quasi impossibile da reperire sul  mercato, perché somministrata solo dal Sert e dietro rigorosa prescrizione medica, che valuta anche il percorso complessivo dei pazienti. La droga è stata sequestrata e il giovane tratto in arresto; a seguire è stato informato il pm Marco Pucilli che ha fissato la convalida ed il processo per direttissima per domani mattina. Le indagini proseguono per capire la provenienza del medicinale stupefacente, il cui sequestro non ha eguali in provincia. Una delle ipotesi è che provenga da fuori regione, e che sia stato un tentativo di piazzare sul mercato anconetano uno stupefacente di ardua reperibilità e molto ricercato dai tossicodipendenti.

IMMIGRAZIONE. Ieri sera 14 i poliziotti dell’ Ufficio Immigrazione hanno concluso l’iter procedurale per un tunisino clandestino 32enne, con precedenti per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti, che era stato scarcerato dopo essere stato arrestato ancora una volta. Al termine del periodo di detenzione il giudice, trattandosi di soggetto socialmente pericoloso, ne ha disposto l’ espulsione dal territorio nazionale come misura di sicurezza. Un’altra misura stavolta amministrativa pendeva sull’ uomo dalla questura di Macerata, dove in precedenza era stato rintracciato da clandestino; al termine delle incombenze burocratiche una pattuglia della Questura ha preso in carico il tunisino e, nella trascorsa nottata lo ha accompagnato presso il C.I.E. di Torino, dove sarà trattenuto per il giorni necessari a completare l’iter identificativo, per poi essere materialmente espulso dall’Italia e messo dalla Polizia sul primo volo per Tunisi. 

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