Tutti disoccupati ma con la casa hi tech e 5mila euro in contanti: la vita degli Otto

Gli “Otto sotto un tetto” avevano un tenore di vita ben oltre le possibilità di una famiglia nella quale nessuno aveva un’occupazione

Il blitz dei carabinieri prima dell'arresto

Nessuno lavorava eppure, dentro l’abitazione di via Fratti, c’erano elettrodomestici di lusso tra cui anche un tv color schermo piatto da 50 pollici e finiture di pregio. Difficile se pensiamo che l’unico stipendio era quello della moglie infermiera che però, dopo la condanna per spaccio, era stata sospesa dal servizio. Già qualche sospetto, i carabinieri, lo avevano solo per questo. Il capofamiglia, ora a Montacuto in custodia cautelare al termine dell'operazione "Otto sotto un tetto", era uscito lo scorso mese da un periodo di tre anni di sorveglianza speciale e per questo i militari dell’Arma spesso visitavano la sua dimora per i controlli di routine. Avevano trovato 5mila euro in contanti (non sequestrati) e un biglietto in stile “lista della spesa” con parole e numeri che, a una prima lettura, non avevano senso. 

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Inoltre, nel corso di una “visita” avevano trovato un vecchio cellulare Nokia che il capofamiglia, alla richiesta di consegnarlo, aveva spento. I militari lo avevano comunque sequestrato. Sono iniziati così i primi sospetti sulla famiglia, poi messa sotto osservazione per mesi. Tra intercettazioni telefoniche, ambientali, servizi in borghese (per i quali sono stati impiegati anche i carabinieri del Norm visto che quelli della Tenenza erano già noti agli indagati) che hanno aperto uno spaccato fatto di parole in codice, via vai di persone, scambi e, se non si pagava il dovuto, anche minacce. Nel gergo tra domanda e offerta, “Vengo a prendere un caffè” significava un grammo di droga. Stessa traduzione numerica per “veniamo in due” (2 grammi) o “veniamo per la partita di calcetto (5 grammi). 
 

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