Carichi di droga destinata alla Vallesina nel segno della Camorra: arrestate 4 persone

Le consegne settimanali di cocaina e hashish arrivavano da Napoli e uno dei fornitori risulta collegato a un clan camorristico: 4 arresti e 15 indagati

Foto di repertorio

Rifornivano settimanalmente la Vallesina di cocaina e hashish, accompagnati dall'ombra della Camorra. La droga arrivava da Napoli in giorni prestabiliti e veniva rivenduta a due gruppi di pusher locali che per pagarla via Postepay usavano i codici fiscali di tessere sanitarie smarrite. A sgominare il canale sono stati i carabinieri che all’alba di oggi hanno notificato le misure cautelari a quattro persone originarie del sud Italia, già detenute per altri reati, e perquisito sette abitazioni. L’operazione vede complessivamente 15 indagati per spaccio di stupefacenti in concorso continuato. L’attività investigativa è il proseguimento dell’ operazione “Damasco”.

Il modus operandi

Le consegne di hashish e cocaina venivano garantite attraverso auto noleggiate che ogni giovedì e talvolta di venerdì varcavano il casello di Ancona Sud per portare la droga nei territori di Jesi, Moie, Rosora, Castelplanio e Monte Roberto. I colloqui telefonici intercettati dai militari spesso avvenivano in dialetto stretto del sud ed erano caratterizzati da frasi in codice dove il luogo dello scambio veniva concordato con la frase “Ci prendiamo un caffè” in tale posto e in tale ora. Le consegne prevedevano in media 4 kg di hashish e 500 grammi di cocaina ogni mese, anche se gli investigatori non escludono carichi più consistenti. Uno dei fornitori, un 49enne napoletano arrestato nel novembre 2016 in flagranza di reato proprio ad Ancona Sud, risulterebbe collegato al clan camorristico Elia, attivo nel narcotraffico del centro di Napoli. Nasce da qui l’ipotesi che a muovere i fili dell’attività nelle Marche ci sia la malavita organizzata campana. Dello stesso gruppo di fornitori facevano parte altri due napoletani. Un 27enne (arrestato oggi) e un 34enne tuttora indagato. I tre, secondo le ricostruzioni, avrebbero venduto la droga a due gruppi attivi in Vallesina: uno di catanesi, che gestiva le piazze di Moie, Rosora, Castelplanio e Monteroberto, del quale facevano parte due fratelli catanesi di 42 e 25 anni (arrestati oggi) e un 27enne indagato. Un secondo gruppo di “clienti” era principalmente attivo sulla piazza di Jesi ed era composto da un 30enne napoletano residente da anni a Ostra (arrestato oggi) e due campani di 29 e 30 anni indagati.  

I pagamenti con il codice fiscale altrui

Secondo quanto ricostruito dai militari, il corriere di turno proveniente da Napoli sostava nelle Marche per poco meno di una settimana. Il tempo di riscuotere il pagamento della merce poi, solitamente il mercoledì, tornava in Campania. I “clienti” pagavano 1 grammo di hashish circa 2 euro all’ingrosso per poi rivenderlo a 10. La stessa quantità di cocaina veniva pagata 50 euro al fornitore per essere rivenduta a 90 euro. Il sistema di pagamenti prevedeva la ricarica di postepay attraverso il codice fiscale di tessere sanitarie smarrite dai legittimi e inconsapevoli proprietari. 
 

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