Una giornata in mare dentro la balena d’acciaio, diario di bordo di un sommergibilista

Abbiamo ricostruito la giornata tipo di un sommergibilista del Pietro Venuti, dalla sveglia al cambio della guardia successivo. Gli spazi, i tempi e i compiti a bordo dell’unità subacquea

A sinistra Il comandante Antonio D'Amico

Ore 7,30, il sommergibile Pietro Venuti è in qualche punto del Mediterraneo per una delle classiche missioni di sorveglianza al comando del capitano di corvetta Antonio D’Amico. Si naviga a pelo d’acqua con il periscopio che tiene d’occhio l’orizzonte e la strumentazione che rileva tutto ciò che si muove nei dintorni dell’unità. 

Un giovane marinaio si gode gli ultimi momenti di sonno su quella stessa branda che sei ore prima era di un altro collega, proprio quello che sta per staccare dal turno. Non è sempre così, ma visto che per questa missione il Venuti imbarca più di 26 marinai lui, che è il più giovane a bordo, deve dividersi il letto con il sistema della “branda calda”. Si sta per chiamare il “cambio della guardia” quindi addio piccolo e unico spazio di privacy nascosto dalle tendine blu, adesso c’è solo il tempo per scorrere lungo lo stretto corridoio, fare una puntatina in bagno, scendere la scala a pioli che porta al piano sottostante e sedersi sul divano del quadrato relax per una frugale colazione. Ore 7,45, manca un quarto d’ora al turno ma il marinaio è già tornato al piano superiore nel “Combat information center”, ovvero la sala controllo. Il collega che sta per lasciare le consegne gli spiega tutto quello che è successo nelle ultime sei ore: la rotta seguita, la profondità di navigazione e altri dettagli tecnici tradotti perlopiù in numeri e gradi. Alle 8 in punto scatta il cambio della guardia ed è il momento di prendere il controllo diretto della strumentazione. Il marinaio si siede al suo posto davanti alla consolle che controlla i timoni di direzione e quelli di profondità. Con dei semplici joystick ha in mano la quota di immersione e la rotta di un mezzo di quasi 2.000 tonnellate. Fino alle 14 dovrà ascoltare ed eseguire gli ordini del comandante, con la massima precisione e senza pause. Alla sua sinistra, gomito a gomito, ci sono i colleghi che gestiscono le strumentazioni elettriche e che comunicano con l’unico marinaio, al piano di sotto, impegnato nella sorveglianza diretta l’impianto. Dall’altro lato della sala, a due passi di distanza, c’è l’operatore al periscopio. Il lungo tubo che si allunga dalla torretta per osservare l’orizzonte? Si, c’è anche quello ma il sistema digitale permette di vedere i dintorni della superficie direttamente su un monitor. Pochi passi verso poppa, nella stessa sala c’è il collega che si occupa del tracciamento dei bersagli e gli addetti al sonar che ascoltano costantemente tutti i segnali acustici che vengono generati in acqua per poi ricostruire chi sta facendo rumore, a quale velocità e in che direzione naviga. Nei dintorni ci sono solo pesci e poi siamo in tempo di pace quindi e non è necessario lanciare i siluri, stipati al piano di sotto difronte al quadrato relax. L’equipaggio sa però di dover essere pronto al qualunque evenienza, in fondo "Nec aspera terrent" (le difficoltà non mi spaventano) così come dice il motto dell'unità. 

Il tempo scorre lento, scandito dagli ordini di manovra. Il Venuti è in immersione da diverse settimane, può restare sott’acqua per un mese intero ma il comandante D’Amico ha appena deciso: «Emersione!». L’orizzonte è libero, ora serve la “riserva di spinta”: le casse a prua e a poppa buttano fuori l’acqua e si riempiono d’aria, il Venuti viene fuori dal mare e due ufficiali di guardia salgono la scala a pioli fino alla torretta per osservare l’orizzonte a occhio vivo. Ore 13,45 il turno del marinaio sta per finire e accanto, in piedi, c’è già il collega da istruire sulle ultime novità. Alle 14, per la seconda volta, viene chiamato il cambio della guardia. Il marinaio si alza, torna nel quadrato insieme ad alcuni dei compagni appena liberati dai rispettivi compiti per pranzare. Ieri dopo il pasto il gruppo ha ripreso posto sulle brande, oggi guarda un film sul piccolo schermo. Si passa il tempo come meglio si può fino alle 20 quando sarà di nuovo tempo di prendere i controlli. 

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