Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Operazione “Green war”: soia e mais ogm spacciati per prodotti bio

L'indagine ha interessato cinque regioni (fra cui le Marche): le società importavano da Moldavia e Ucraina prodotti certificati come "bio" ma in realtà al alto contenuto di Ogm o contaminati da agenti chimici

E’ stata denominata operazione “Green war” l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pesaro che interessato cinque Regioni (Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo) e ha portato a numerose perquisizioni a carico di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica, che importavano da Paesi terzi limitrofi all’UE (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in alcuni casi, anche all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino) falsamente certificate come “bio” ma in realtà non conformi alla normativa comunitaria e nazionale.

In alcuni casi, le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati (Ogm) o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica.
Il sistema criminale è stato posto in essere da società nazionali, che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende operanti in Moldavia e Ucraina e anche degli Organismi preposti alla certificazione dei prodotti. In particolare, le società, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia.
In un’occasione, i prodotti agricoli hanno viaggiato  su gomma e sono  transitati presso la dogana di Trieste-Fernetti.

L’indagine ha consentito di portare alla luce una frode molto estesa nel settore delle produzioni da agricoltura biologica e di porre sotto sequestro ben 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come biologico, nonché  circa 76 tonnellate di soia indiana lavorata, verosimilmente contenente prodotti chimici vietati, destinata all’industria mangimistica, per l’alimentazione zootecnica.
Ventitré le persone indagate, che, in caso di condanna, rischiano severe pene detentive; e una decina le società  coinvolte, anche estere. I due organismi di certificazione coinvolti avevano sede a Fano e a Sassari.

COLDIRETTI. Soddisfatta l'organizzazione degli agricoltori, che ha dichiarato: "L’operazione della Guardia di Finanza che ha scoperto una maxitruffa nel biologico va a tutelare le oltre duemila aziende biologiche marchigiane e i trecento punti di vendita diretta attivi nella nostra regione."

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