Un muro di neve alto 5 metri: «Così la valanga ha spostato l'hotel Rigopiano»

Il soccorso alpino e speleologico dal luogo della tragedia: «La struttura è completamente trasfigurata. Mai vista una cosa simile: la valanga, prima di colpire l'hotel, ha spazzato via addirittura un bosco»

«Siamo qui al lavoro come sapete da questa notte. Dalle ultime ore della notte, le prime ore della mattina. Il lavoro continua in maniera molto importante. Abbiamo 30 dei nostri tecnici che stanno operando sulla valanga. Abbiamo un'unità cinofila. Però, sapete, il lavoro è molto, molto complesso. Questa valanga è lunga più di 300 metri di fronte e ha investito gran parte della struttura, per cui il lavoro è molto delicato. Ci sono accumuli che arrivano a cinque metri di altezza, quindi una quantità di neve veramente notevole». Così a Radio 24 interviene Walter Milan, referente ufficio stampa soccorso alpino e speleologico, dal luogo della tragedia.

«Gran parte della struttura è completamente trasfigurata. È stata spostata di diversi metri proprio dalla forza d’urto della valanga. La stessa valanga prima di, diciamo, cocciare contro l’albergo ha raso al suolo anche un bosco nei pendii superiori, quindi potete immaginare la forza della valanga. La neve, trascinandosi verso valle porta con sé legname, alberi, a volte pietre, quindi acquisisce una forza ancora maggiore. Basti pensare comunque, per dare un’idea, che un metro cubo di neve può arrivare a pesare una tonnellata circa. Per cui immaginate un fronte lungo 300 metri che capacità distruttiva può avere»

Ci sarebbero anche 7 marchigiani tra i dispersi. Milan ha parlato anche della possibilità di ritrovare dei superstiti: «Un muro di neve alto 5 metri: "Così la valanga ha spostato l'hotel Rigopiano"
Mah, le speranze ci sono. Queste valanghe sono valanghe particolari perché avendo investito un edificio possono crearsi delle sacche d’aria anche corpose, per cui noi lavoriamo come se fossimo, diciamo, a lavoro dal primo minuto. Stiamo lavorando in maniera molto metodica e organizzata. Abbiamo suddiviso la zona di intervento in micro aree e tutte queste micro aree vengono analizzate, censite, sondate dalle squadre dei nostri tecnici del soccorso alpino". Le unità cinofile "ci hanno portato subito verso i due feriti estratti nei primissimi momenti, quando le nostre squadre hanno raggiunto il fronte della valanga. E poi anche per i cani è abbastanza difficile operare contando la specificità di questa valanga che è a metà neve, metà reperti, parti di edifici. Comunque sicuramente i cani sono ausili preziosi per indirizzare poi i sondaggi più organizzati da parte dell’uomo».

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