Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca

Fiumi di cocaina nelle Marche dal nord Europa: così i narcos controllavano il mercato della droga

La Guardia di Finanza ha smantellato un’associazione criminale, composta da albanesi e italiani, dedita al traffico internazionale di stupefacenti con base operativa nella nostra regione

ANCONA - La base operativa era nelle Marche. Da qui i corrieri partivano per rifornirsi di droga nel nord Europa, poi tornavano con il carico dove la sostanza stupefacente veniva spacciata in varie località della regione. È stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Ancona l’associazione criminale, composta da albanesi e italiani, dedita al traffico internazionale di stupefacenti. In poco più di due anni, dal 2020 al 2022, sono stati ricostruiti traffici per circa 700 kg tra cocaina e hashish per un giro d’affari complessivo, al dettaglio, pari a 35milioni di euro. Sono stati sequestrati beni per oltre un milione di euro, arrestati 8 corrieri, sequestrati oltre 50 chili di cocaina e 5 autovetture munite di doppiofondo, eseguite 12 misure di custodia cautelare in carcere e sono stati denunciati, a vario titolo, 22 persone per i reati di “traffico di sostanze stupefacenti” e “associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”, tutti aggravati dal carattere della transnazionalità.

Si sta concludendo in queste ore la maxi operazione antidroga “Doppio Gioco”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e condotta nelle Province di Ancona, Fermo, Macerata, Pesaro-Urbino e Frosinone, oltre che in Albania, Belgio e Spagna, da 100 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, con il supporto del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), di altri Reparti territoriali del Corpo e delle Polizie albanesi, belghe e spagnole. Durante le operazioni sono state eseguite 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte, 11 dal Gip del Tribunale di Ancona nei confronti di cittadini italiani e albanesi, 1 dal Gip del Tribunale di Pesaro nei confronti di un indagato residente a Fano. Sono ritenuti responsabili a vario titolo di appartenere all’associazione per delinquere, in particolare di collocare sul mercato la droga. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla presenza della Dott.ssa Monica Garulli, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, del comandante della Guardia di Finanza delle Marche, Gen. B. Alessandro Barbera, del sostituto procuratore Dott. Daniele Paci, del vicecomandante operativo Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, Col. Andrea Magliozzi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Ancona, Gen. B Carlo Vita, del comandante nucleo di Polizia Economico -Finanziaria di Ancona. Col. T.SPEF Ciro Castelli e del comandate Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, Ten. Col. Pierfrancesco Bertini. Nel corso della conferenza è stato rimarcato più volte l’aspetto transnazionale del traffico di stupefacenti e la cooperazione internazionale tra varie forze di Polizia, in particolare albanese, spagnola e begla. 

Comandante Barbera: «Una delle operazioni più importanti in questa regione» | VIDEO

Le indagini

La complessa attività investigativa si è svolta sotto la direzione e su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Ancona – dal G.I.C.O del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, in stretta sinergia con i militari dello S.C.I.C.O. di Roma e con il supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.). Le indagini sono partite dal basso, dagli spacciatori per poi arrivare, grazie alle più moderne tecniche investigative (gps, intercettazioni telefoniche, videocamere, decriptazione di messaggi ecc…), ad individuare i vertici dell’organizzazione, due fratelli albanesi, ritenuti responsabili del traffico transnazionale di droga e capaci di importare nelle Marche, servendosi della complicità di corrieri con auto dotate di doppiofondo, quintali di cocaina e hashish destinati alla distribuzione in tutte le province marchigiane e del centro Italia. Le indagini hanno preso avvio nel 2020, nell’ambito di un’altra indagine condotta dal G.I.C.O, dalla quale era emersa la figura di un ex collaboratore di giustizia di origini campane che gestiva un nutrito gruppo di spacciatori italiani attivi nelle province di Ancona, Macerata, Fermo e Pesaro. Da lì gli investigatori hanno ricostruito la filiera della droga che, grazie ad una potente organizzazione di matrice albanese, veniva importata con regolarità nelle Marche. I soci d’affari della componente italiana erano due albanesi, ufficialmente lavoratori del settore edilizio, attivi nella zona di Montemarciano.  Questi mantenevano i contatti con i capi dell’organizzazione, si occupavano di concordare gli approvvigionamenti e consegnavano la droga agli spacciatori. Le menti dell’associazione criminale erano invece a Porto Sant’Elpidio. Qui i due fratelli albanesi gestivano il fiorente mercato illecito dietro la copertura di una anonima rivendita di auto, coordinavano tutti i movimenti, prendevano gli appuntamenti con i “clienti” e concordavano il quantitativo di sostanza stupefacente da vendere. Subito dopo i corrieri dell’organizzazione prelevavano lo stupefacente dai depositi ubicati in varie cittadine marchigiane, uno ad esempio nascosto in un boschetto in via Saline, e provvedevano a consegnarlo ai vari acquirenti. La cocaina proveniva dal Nord-Europa, principalmente Belgio e Olanda, dove veniva caricata su autovetture dotate di doppiofondo e trasportata a Civitanova Marche. L’organizzazione criminale aveva pensato a tutto. I capi avevano individuato come corrieri internazionali un altro albanese e la compagna, entrambi incensurati, da anni residenti sul territorio italiano, ai quali avevano costruito una vita parallela fittizia per giustificare i frequenti viaggi verso il Nord-Europa. Avevano preso in affitto una casa ad Aquisgrana (Germania), cittadina vicina ai confini di Belgio e Olanda, fornendo ai corrieri il denaro per aprire conti correnti in filiali locali e acquistare le autovetture utilizzate per i trasporti illeciti, da immatricolare nel paese tedesco. 

Operazione Doppio Gioco, fiumi di cocaina dal Nord Europa | IL VIDEO

Modus operandi

I capi dell’organizzazione contattavano i corrieri che da Civitanova Marche partivano immediatamente per Aquisgrana. Da lì iniziava l’attesa, generalmente un paio di giorni, per effettuare il carico di stupefacente, dopodiché potevano partire alla volta di Bruxelles, Anversa, Rotterdam e Amsterdam, tutte località facilmente raggiungibili dalla cittadina tedesca. Gli indirizzi venivano comunicati dai capi organizzazione tramite telefoni criptati solo nell’immediatezza dell’approvvigionamento di droga. Il giorno successivo avveniva il rientro in Italia con lo stupefacente nascosto nel doppiofondo dell’autovettura. Neanche la pandemia da Covid-19 ha fermato gli affari illeciti, rallentati solo dai controlli alle frontiere. La sofistica tecnologia ha permesso agli investigatori di decriptare linguaggi criptici usati nei messaggi dall’organizzazione criminale e di capire il quantitativo di droga in arrivo. Venivano utilizzate parole relative a frutta, colori, oggetti. Ad esempio, se l’ordine erano le mele, era in arrivo un carico da un kg. 

Per quanto riguarda le disponibilità finanziaria degli indagati, i finanzieri del G.I.C.O hanno scoperto una significativa sproporzione tra i beni nelle loro disponibilità e la loro capacità reddituale. Il G.I.P. di Ancona ha quindi disposto il sequestro preventivo di 13 autovetture, 1 villa e tre appartamenti a Porto Sant’Elpidio riconducibili ai fratelli albanesi, 2 Rolex e un Carteir, gioielli e 5mila euro in contanti. I conti correnti degli indagati sono stati bloccati. L’investigazione e l’Action Day stesso sono stati supportati dalla Rete @ON finanziata dall’UE (Progetto ISF4@ON) di cui la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) è Project Leader.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fiumi di cocaina nelle Marche dal nord Europa: così i narcos controllavano il mercato della droga
AnconaToday è in caricamento