Cronaca Loreto

Ultimi ciack per “Il Precursore”, il regista sul set: «Vi racconto il mio Giovanni Battista»

Ultimi ciack per il film su San Giovanni Battista girato interamente nelle provincie di Ancona e Macerata. Il regista Omar Pesenti e il protagonista Francesco Castiglione tirano le somme

Francesco Castiglione e Luca Capuano in una scena

Le acque del fiume Potenza hanno bagnato il battesimo di Gesù, i bastioni di Loreto si sono trasformati nel palazzo di Re Erode con tanto di prigione sottostante, la vallata di Cingoli è diventata la Giudea mentre il Forte Altavilla di Ancona è stato per qualche ora il luogo del martirio di San Giovanni Battista. Per otto giorni le Marche hanno offerto alcune delle proprie bellezze per le riprese del film “Il Precursore”, lungometraggio da 55 minuti che narrerà proprio la vita di San Giovanni Battista. Ultimi ciack, martedì e mercoledì, al Bastione Sangallo di Porta Marina a Loreto dove l’attore protagonista Francesco Castiglione e Luca Capuano, nei panni di Re Erode, si sono scambiati le battute sotto l'occhio del regista Omar Pesenti. Il film è prodotto dalla Fondazione Vaticana S.Giovanni XXIII, Vatican Media e Officina della Comunicazione con il supporto della Fondazione Marche Cultura- Marche Film Commission. Sarà presentato il prossimo dicembre e verrà trasmesso sull’emittente TV2000. 

Il cancello del parco della Rimembranza, all’ingresso di Porta Marina, era aperto solo a troupe, attori e produttori. Una volta varcata la soglia e lasciate alle spalle le attrezzature cinematografiche si è palesato un pezzo di Giudea del primo decennio dopo Cristo, misto però ai giorni nostri. Francesco Castiglione era al trucco, barba e capelli lunghi nascondevano bene il volto già apparso in fiction come Don Matteo. Prima di lui è stato il turno di Capuano che prima di ripassare il copione si è intrattenuto con il cellulare in un insolito Erode altamente tecnologico. Quell’area, nel film, prenderà la forma del palazzo del malvagio sovrano e al piano inferiore, in uno spazio angusto, il regista Omar Presenti ultimava i preparativi per il set che avrebbe da lì a poco ospitato una delle ultime scene del film (GUARDA IL VIDEO). «Gli scenari che abbiamo trovato qui sono interessantissimi da un punto di vista architettonico, spazi piccoli e stretti ma anche ampi scenari all’aperto –ha spiegato il regista- la scena più sentita da dirigere? Al Forte Altavilla di Ancona, dove abbiamo girato l’ingresso di Giovanni al carcere e la sua decapitazione. Sono due scene molto importanti. Quella più difficile? E’ stata sul fiume a Treia, un po' per il caldo un po' per la necessità di girare con la camera in acqua ed è stata più dura di quello che mi aspettavo». Il Battista di Pesenti: «E’ un rivoluzionario, un anticipatore che deve preparare la strada a chi viene dopo di lui e poi sparire. Mi ha interessato proprio il suo dramma umano, quello di dover essere un ‘numero due’ ma anche e soprattutto quello di aver individuato il Messia». Poco più in là, seduto sulla poltrona durante una pausa del trucco c’era proprio lui, il Battista: «Conoscevo già le Marche perché ho girato diversi lavori qui- racconta Castiglione - ma quando mi hanno mandato le foto di queste specifiche location sono rimasto sorpreso, siamo abituati a conoscere la Basilicata come spazi per questo tipo di film e in questo modo si dà valore a una regione bella e non conosciuta a livello filmico come le altre. Ho vissuto questa esperienza in modo molto particolare- conclude l'attore- portare il sentimento di Giovanni Battista al giorno d' oggi non è facile, lui era un rivoluzionario e poi non se ne sa neppure tantissimo».

Sul set anche alcuni rappresentanti dei Comuni che hanno ospitato le riprese: «Il bastione si presta benissimo per questo tipo di scene e parlando con la produzione abbiamo visto che ci sono enormi possibilità anche per far sviluppare queste iniziative nel centro storico» ha detto l’assessore al Turismo del Comune di Loreto Fausto Pirchio. «Abbiamo avuto delle comparse del luogo ma anche molte di diverse nazionalità come gente dal Marocco o da altri Stati che si sono integrate bene nel nostro territorio, alcuni anche di religione non cristiana» spiega il vicesindaco di Treia Edi Castellani. «Abbiamo offerto una location particolare nella valle del Rio Laque e ben vengano queste forme di collaborazione che per il nostro entroterra è positivo e permette di far vedere il territorio» conclude l’assessore alla Cultura del Comune di Cingoli, Martina Coppari. 

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