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immagine di repertorio

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Portata in un vicolo e violentata a 15 anni: la Procura indaga tre "amici"

La denuncia di una minore fa partire un'inchiesta giudiziaria. Indagati un 19enne e altri due giovanissimi. Il fatto risalirebbe a maggio dello scorso anno

L'invito a fare una passeggiata in centro che si trasforma in una violenza sessuale. Un incubo tenuto segreto per mesi e poi la confessione a uno psicologo che ha segnalato i fatti alla Questura. È partita così l'inchiesta che intreccia Procura di Ancona e Procura dei Minori per chiarire gli aspetti di una vicenda angosciante che vede vittima una ragazza anconetana, oggi 17enne. L'episodio risale al maggio 2016. La ragazza, ascoltata per la prima volta in tribunale ieri (martedì 10 ottobre) dal gip Antonella Marrone, all'epoca non aveva ancora compiuto 16 anni. La sera in questione avrebbe incontrato in centro ad Ancona un suo amico di vecchia data, oggi 19enne, che l'avrebbe invitata a fare due passi. Con lui, altri due ragazzi, anch'essi minorenni, dal racconto. In un vicolo appartato del centro storico si sarebbe consumata la violenza. I tre l'avrebbero costretta ad avere un rapporto orale con uno di loro. Gli altri due avrebbero assistito e, sempre dalla denuncia, c'è il rischio che qualcuno abbiamo filmato la scena con uno smartphone.

L'indagine è agli albori. Al momento è indagato il 19enne, difeso dall'avvocato Ennio Tomassoni. La sua posizione, dopo il racconto reso nel corso dell'interrogatorio davanti al gip, si sarebbere comunque ridimensionata a un ruolo secondario, non attivo. Degli altri due, uno è ancora minorenne ed è stato denunciato alla Procura dei Minori. L'altro è ancora da identificare. Per i due che non hanno avuto un ruolo attivo in questa vicenda l'accusa sostiene comunque la violenza di gruppo in quanto non avrebbero fatto nulla per impedirla. Tanti gli aspetti ancora da chiarire. All'interno dell'accusa vanno chiariti i ruoli dei tre ragazzi e, particolare non di poco conto, la realizzazione o meno di un video. La 17enne ha raccontato di aver intravisto il telefonino in mano a uno dei due voyeurs e ha confidato di aver temuto di essere ripresa. Esiste un video? E se sì, è rimasto nella memoria del telefonino o è stato condiviso con altre persone. Tutti aspetti che dovranno essere chiariti dalle indagini, affidate alla Squadra Mobile dorica. 
 

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