Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Igiene: Nas di Ancona sequestrano 10 tonnellate di pane e pizza

Sigilli ad una ditta urbinate: locali in pessime condizioni igienico sanitarie, pavimenti luridi e rotti, pareti scrostate e piene di muffa, persino un container abusivo per lo stoccaggio dei prodotti finiti

Locali in pessime condizioni igienico sanitarie, pavimenti luridi e rotti, pareti scrostate e piene di muffa, persino un container abusivo per lo stoccaggio dei prodotti finiti: questa è la situazione di degrado scoperta dai carabinieri del Nas di Ancona, che hanno posto i sigilli ad un'azienda di produzione di pane e pizza e sequestrato 10 tonnellate di alimenti tra cui 55mila pizze destinate ad essere commercializzate nel nord Italia.
L'azienda, nella provincia di Urbino, operante nel settore della produzione e confezionamento di prodotti da forno svolgeva la propria attività in locali e con attrezzature del tutto inadeguati dal punto di vista igienico sanitario. Al titolare dell'azienda sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di diverse migliaia di euro.

I militari del Nucleo marchigiano hanno scoperto che i locali per la lavorazione di pane, pizze e focacce erano in pessime condizioni igienico sanitarie, con pavimenti sporchi e rotti in diversi punti, pareti scrostate, muffe e macchie di umidità diffuse sugli intonaci, tubazioni cosparse di ruggine. Anche le attrezzature utilizzate per la produzione si presentavano sporche e carenti di manutenzione; tra queste, le celle di lievitazione, caratterizzate da diffusa sporcizia, avevano guarnizioni rotte ed usurate, tali da non garantire una corretta conservabilità dei prodotti stoccati. Inoltre, per la conservazione dei prodotti finiti congelati, la ditta utilizzava un container, posto nel piazzale esterno adibito a parcheggio, del tutto abusivo e non autorizzato a tale scopo.

I Carabinieri del NAS di Ancona hanno dunque sequestrato 2,5 tonnellate di materie prime (tra cui oltre 1 tonnellata di farina, 600 kg di olio di semi e diversi quintali di margarina), 55mila confezioni di pizze di vario tipo (al pomodoro e alle olive), focacce e pane surgelati (per un peso di 8 tonnellate), destinati ad una ditta lombarda che li avrebbe commercializzati nel Nord Italia. Gli alimenti, inoltre, erano privi di documentazione per la rintracciabilità.

Fonte: AGI
 

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