Serra San Quirico: cantiere forestale in zona sottoposta a vincolo, tre denunce

Quando i forestali sono intervenuti gli operai erano ancora a lavoro e stavano "cippando" i tronchi già accatastati, caricando il legname sul mezzo di trasporto. Solo qualche pianta di Noce era stata risparmiata

Un cantiere forestale in attività, con mezzi meccanici che eseguivano l’esbosco e il trituramento delle piante tagliate su una superficie di circa 3 ettari, in località “Serralta” di Serra San Quirico: peccato che il terreno fosse sottoposto a vincolo paesaggistico. Il personale del Comando Stazione Forestale di Genga Frasassi ha denunciato alla Procura dorica per distruzione o deturpamento di bellezze naturali e falsità ideologica sia il responsabile del taglio del bosco, un 45enne di Arcevia, che il responsabile tecnico e il consulente tecnico della Comunità Montana dell’Esino Frasassi di Fabriano.

Il cantiere scoperto dai forestali, infatti, aveva risparmiato solo qualche sporadica pianta di Noce, peraltro danneggiata  e spezzata durante le operazioni di taglio. Inoltre, il passaggio di mezzi pesanti sul terreno aveva danneggiato le rare ceppaie di latifoglie, la rinnovazione naturale ed il fitto sottobosco arbustivo.

I RILIEVI. Confrontando la superficie già utilizzata con i restanti 8 ettari di bosco non ancora tagliati, i forestali hanno escluso che si trattasse di un “impianto di arboricoltura da legno”, accertando la presenza di una “fustaia artificiale con prevalenza di conifere” in via di rinaturalizzazione, per il taglio della quale la Comunità Montana avrebbe dovuto rilasciare un’apposita autorizzazione. Alla richiesta dei Forestali, invece, i lavoratori presenti hanno esibito un semplice “nulla osta”, tra l’altro richiesto e rilasciato dall’Ente montano ad un delegato del proprietario del bosco.

Quindi, avendo valutato insufficiente il “nulla osta”, gli Agenti del Corpo forestale dello Stato hanno dovuto procedere a fermare l’attività (gli operai erano ancora a lavoro e stavano “cippando” i tronchi già accatastati e caricando il legname ottenuto sul mezzo di trasporto) e sequestrare il cantiere, al fine di verificare l’ipotesi di reato di taglio in assenza di autorizzazione paesaggistica e di distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

“Verificato lo stato fisico–vegetativo del soprassuolo” ha aggiunto il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona,“il rimboschimento, allo stato attuale, non poteva essere considerato un semplice impianto da legna. Si dovevano adottare tutte le precauzioni previste per un vero e proprio bosco: infatti la mancata autorizzazione paesaggistica del taglio comporta l’applicazione di sanzioni penali”.

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