Osimo: sequestrato terreno in via Abbadia, rischio amianto

Un imprenditore di Osimo cui era andato bruciato un capannone con il tetto in Eternit ha smaltito solo parte dei rifiuti a rischio presso ditte specializzate. Si valuta l'intervento dell'ARPAM

All’inizio del mese scorso, a seguito di delega dell’Autorità Giudiziaria, il personale del Comando Stazione Forestale di Ancona ha sequestrato un terreno agricolo in Via Abbadia ad Osimo, denunciando alla Procura dorica V. M., costruttore quarantanovenne del posto, per realizzazione di discarica abusiva e trasporto e smaltimento illecito di rifiuti potenzialmente pericolosi.
Dalle indagini precedentemente svolte, infatti, i Forestali avevano accertato che in un terreno agricolo, risultato di proprietà dell’indagato, era presente un’ampia depressione derivante da movimento del terreno, che poteva far supporre l’avvenuto interramento di rifiuti.

LA VICENDA. Nello scorso novembre l’imprenditore aveva subito un incendio di un suo capannone di circa 240 metri quadrati con copertura in Eternit, dov’erano custoditi attrezzi edili, legna da ardere e legname da costruzione. L’uomo aveva regolarmente contattato una ditta specializzata per la rimozione e lo smaltimento del pericoloso lavorato dell’amianto, portandolo in un’apposita discarica a Maiolati Spontini, ma altrettanta attenzione non era stata riservata al legname, che solo in parte era stato smaltito tramite una ditta di Camerata Picena. Il resto del materiale, invece, era stato sepolto nel terreno di via Abbadia. L’imprenditore – che da subito ha collaborato con le forze dell’ordine – si è difeso sostenendo che aveva sepolto solo il legno “più pulito”, ma tutti gli scrupoli che può avere esercitato non sono sufficienti a scongiurare il pericolo che parte del materiale, inserito tra i “rifiuti dell’attività di costruzione e demolizione, compresi rifiuti misti, contenenti sostanze pericolose” da un laboratorio di Civitanova, possa essere stato contaminato da amianto.

 “All’Autorità Giudiziaria” ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Ancona,“è stato richiesto di valutare la possibilità di farli rimuovere, previa ulteriore analisi dei rifiuti nonché del terreno in cui sono stati interrati, con l’eventuale intervento dell’Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente delle Marche – ARPAM, per le prescrizioni del caso”.
Alla denuncia trasmessa all’Autorità Giudiziaria è stato allegato anche il verbale di sequestro ed un apposito fascicolo fotografico.
 

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