I cittadini pagarono la riqualificazione, il sentiero turistico inghiottito dal degrado

Il sentiero si perde non più nel panorama di campagna bensì tra scatoloni e rifiuti di ogni tipo immersi in canneti incolti

L'incuria lungo il sentiero

Aperto in pompa magna due anni fa con taglio del nastro e brindisi, “Direzione parco” doveva essere una passeggiata in mezzo alla natura per collegare Vallemiano al Conero, oggi invece è una discarica per incivili e una casa per chissà quali animali che si riparano nell’erba incolta. A portare alla luce il triste stato del sentiero è stato il consigliere comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini, con tanto di documentazione fotografica che non lascia nulla all’immaginazione. Il problema è che quell’area (fin troppo) verde ha una storia che la rende diversa da un qualunque altro parco o sentiero urbano. Quel percorso infatti, inaugurato nell’aprile del 2017, è frutto di una raccolta fondi partita un anno prima che ha visto ben 200 cittadini donare risorse per la riqualificazione. 

La riqualificazione e il ritorno al degrado

L’arredo urbano del sentiero è stato progettato dal collettivo D.A.Y. (Do Architecture Yourself) come forma di architettura collaborativa. E’ stato realizzato con il supporto di Casa Delle Culture, Circolo Pungitopo, Legambiente e con il patrocinio sia dell’Ente Parco del Conero che del Comune di Ancona. Il giorno dell’inaugurazione proprio gli assessori comunali Paolo Marasca (cultura) e Stefano Foresi (manutenzioni e verde pubblico) avevano spiegato che i rispettivi uffici erano intervenuti sostenendo e mettendo in opera un importante operazione di rimozione dei rifiuti, sfalci e potature. Merito al merito, perché così è stato. Ma due anni fa. Poi? Poi il degrado è tornato a mangiarsi tutto proprio mentre il sindaco Valeria Mancinelli ritirava il premio come “sindaco del mondo”, motivato dall’associazione World Mayors Foundation con diversi meriti tra cui quello di aver “ripulito i parchi e gli spazi verdi”. Questo è quanto si legge nella nota che ha accompagnato il riconoscimento. 

 

Lo stato dell’arte 

Le foto parlano da sole. Il sentiero si perde non più nel panorama di campagna bensì tra scatoloni e rifiuti di ogni tipo immersi in canneti incolti. L’erba alta nasconde le installazioni in legno visibilmente danneggiate dall’incuria. Si può ancora godere di quella camminata, certo, a patto che ci si munisca di prodotti antizanzare e che si guardi bene a terra (prima ancora che verso gli scorci mozzafiato). «Questo è lo stato in cui il Comune, a cui spererebbe la manutenzione, malgrado numerose denunce e segnalazioni, ha deciso di mantenere il sentiero con buona pace dei denari dei cittadini e della partecipazione popolare tanto sbandierata – prosegue Francesco Rubini - la vicenda del sentiero Direzione Parco rappresenta a pieno l’ipocrisia dell’amministrazione che, prima si riempie la bocca con presunti bilanci partecipati e sostegno alle attività dei cittadini, e poi si dimentica di garantire manutenzione e cura ai progetti che vengono messi in pratica. La realtà è che hanno a cuore solo la propaganda ed un’eterna attività di foraggiamento alle tante reti di consenso che si sono costruiti nel tempo. Il contrario di quello che dovrebbe essere un governo della città democratico e partecipato». 

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