Raffica di scritte con la bomboletta spray: vandalizzati garage, negozi e le mura del centro

Uno dei locali ad aver avuto più scritte e dunque danni è il bar Zazie, in corso Mazzini 79

Una delle scritte sul muro di Zazie

Ci avrà messo pochi minuti lui, che sicuramente si crederà un artista di strada, per rovinare le vetrate del bar Zazie e le mura di corso Mazzini e piazza delle Erbe con una raffica di scarabocchi che in gergo vengono chiamati tag, cioè firma. Già, perché nel graffitismo queste firme di solito vengono apposte vicino ai murales, cioè i disegni sui muri attraverso cui i writers (chi fa graffiti sui muri) esprimono la propria creatività. Insomma il tag è come la firma del pittore dopo aver completato il suo quadro.  

Ma non è questo il caso. Infatti nelle scorse notti, qualcuno ha sentito l’impellente bisogno di prendere in mano una bomboletta spray sì, ma non per dipingere un murales, bensì per deturpare l’arredo urbano del centro città e le vetrine di due negozi disegnando la propria firma. Decine di scritte di varie dimensioni e colori tra corso Mazzini e il mercato delle Erbe. A rimetterci più di chiunque altro è stato il locale Zazie a cui hanno vandalizzato le mura, la porta di ingresso, le vetrate laterali e il piccolo soppalco in legno presente a lato della porta d’entrata. «Abbiamo fatto diverse foto e le abbiamo inoltrate alla Polizia Municipale segnalando che c’è una telecamera che potrebbe aver ripreso il responsabile e poi abbiamo anche sporto denuncia alla Polizia di Stato direttamente in questura» ha detto la titolare della zupperia Sofia Gemini

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Ad avere la sventura di essere marchiato dalla “firma” del vandalo anche il negozio di gastronomia “La Bottega dei sapori”, a pochi metri da Zazie. Lì sono state rovinate le due insegne laterali verticali all’ingresso. E poi ancora la stessa scritta sulle porte dei garage e sui muri di corso Mazzini, lato galleria Dorica, come anche le mura intorno al Mercato delle erbe. Tutte scritte il cui senso è sconosciuto ai più e forse non è nemmeno troppo chiaro all’autore, la cui identità al momento resta un mistero. Non per questo residenti e commercianti rinunceranno a capire chi è stato ad imbrattare una delle vie più caratteristiche del centro di Ancona. La speranza è che qualcuno paghi per i danni e che la telecamera posta all’angolo tra piazza delle Erbe e corso Mazzini, almeno questa volta, sia servita a qualcosa. 

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