Lo scivolo diventa totem del degrado sociale: parco abbandonato tra giochi distrutti, siringhe e preservativi

Ad annunciare quello che aspetta mamme e bambini dentro l’area verde basta lo scivolo su cui è disegnata una grossa siringa. A terra aghi usati, preservativi e fazzoletti insanguinati

Lo scivolo emblema del degrado

Altro che targhe e cartelli affissi all’ingresso. Ad annunciare quello che aspetta mamme e bambini dentro il parco di villa Beer basta lo scivolo. Un’enorme siringa disegnata con inchiostro blu su quello stesso metallo dove i più piccoli si lasciano scivolare annuncia che da quelle parti possono trovare brutte cose e fare brutti incontri. A poche centinaia di metri dall’area giochi, fatta di altalene arrugginite e tavoli di legno consumato, c’è l’area recintata per le passeggiate dei cani. Lì dentro c’è un’altra zona, delimitata solo da arbusti e cespugli. Quello è il covo dei tossicodipendenti nonostante il cartelllo all’ingresso della villa che segnala la presenza di videosorveglianza. Basta spostare pochi rami, entrare nella boscaglia e posare lo sguardo a terra.

Ci sono una trentina di confezioni di siringhe vuote e alcune sono appese beffardamente anche sui rami dei cespugli. Tra una scatola di plastica e l’altra ci sono fazzoletti bianchi macchiati di sangue. Il particolare raccapricciante è che l’area era stata pulita recentemente perché, secondo alcune fotografie scattate da un frequentatore del parco nei giorni scorsi, era facile camminare su erba e stradelli imbattendosi anche in aghi e preservativi usati. Il meteo uggioso del week end non ha attirato bambini o famiglie. 


 

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