Cronaca

Rottura trattative sui 1425 esuberi alla Indesit: il 12 luglio è sciopero nazionale

Il 12 luglio in tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo Indesit Company è stato indetto uno sciopero nazionale di 8 ore, dopo la rottura delle trattative sul piano da 1.425 esuberi. Una manifestazione nazionale dei lavoratori dell'azienda avrà luogo a Fabriano nello stesso giorno

Il 12 luglio in tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo Indesit Company è stato indetto uno sciopero nazionale di 8 ore, dopo la rottura delle trattative sul piano da 1.425 esuberi. Una manifestazione nazionale dei lavoratori dell'azienda avrà luogo a Fabriano nello stesso giorno.

Gianluca Ficco, responsabile nazionale del settore elettrodomestici della Uilm afferma: "Con la manifestazione nazionale del 12 luglio intendiamo mandare un messaggio inequivocabile sia ad Indesit sia al Governo: siamo determinati a fare tutto ciò che possiamo per fermare il processo di deindustrializzazione. Proprio perché sappiamo che i problemi posti da Indesit sono reali e comuni a gran parte del manifatturiero, crediamo che imprese, sindacato e governo debbano fare ciascuno la propria parte per rendere sostenibile la produzione in Italia". E aggiunge:  "L'Italia è un Paese privo di materie prime e, quindi, non può in nessun modo rinunciare alla propria industria, pena la catastrofe economica". 

L'8 luglio, a Roma, si svolgerà l'assemblea dei delegati sindacali del settore elettrodomestico. Il Coordinamento sindacale Indesit e "le Segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm" - si legge in un comunicato congiunto - "hanno deciso di dare continuità alla mobilitazione e di realizzare le seguenti iniziative: 8 ore di sciopero articolato in tutti gli stabilimenti del gruppo da svolgersi entro il 5 luglio; 8 ore di sciopero generale di tutti gli stabilimenti Indesit per venerdi 12 luglio, con manifestazione nazionale di tutti i lavoratori Indesit a Fabriano, dove ha sede il quartier generale del gruppo".

Inoltre l'assemblea a Roma di lunedì 8 luglio sarà funzionale "per discutere la grave situazione produttiva e occupazionale che investe tutte le aziende del settore, i grandi gruppi e l'indotto, mettendone a rischio le prospettive future, nonché per decidere le iniziative da intraprendere. Il settore dell'elettrodomestico, secondo per importanza solo all'automotive, nel Paese merita la massima attenzione da parte di tutti, inclusi i massimi livelli istituzionali" come dice il comunicato.

Sulla rottura delle trattative sul piano di riorganizzazione di Indesit Company interviene anche Anna Trovò, della segreteria nazionale della Fim Cisl: "E' una follia occuparsi di industria mettendo al centro degli interessi le dinamiche dei mercati finanziari: è necessario investire nel settore elettrodomestico, secondo per importanza nel Paese per occupati ed export solo a quello dell'automotive". "Con Indesit - dice Trovò - il sindacato ha fatto accordi anche in tempi molto recenti in sede istituzionale che contenevano scelte difficili e impegnative soprattutto per i lavoratori, ma in cambio prevedevano un ruolo strategico di Indesit in Italia, sia per la ricerca e sviluppo che per la produzione. Il piano proposto dall'azienda in questi giorni invece, contraddice quelle scelte e impoverisce l'Italia, facendo saltare siti produttivi e prodotti con inevitabili ricadute negative sull'occupazione". 

"Vogliamo discutere con l'azienda di piano industriale e di scelte organizzative - continua la sindacalista - a condizione che confermino la centralità dell'Italia. Siamo pronti a portare in sede ministeriale il confronto sull'importanza del settore e sulle misure di sostegno per il suo rilancio".  Le iniziative di mobilitazione dei prossimi giorni, fino alla manifestazione nazionale dei lavoratori del gruppo a Fabriano il 12 luglio, "sollecitano l'azienda ad un ripensamento profondo delle proprie strategie e le istituzioni ad un intervento attivo a sostegno del settore" conclude.

(fonte: ANSA)

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