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I manifestanti che occupano la rotatoria della Baraccola

I manifestanti che occupano la rotatoria della Baraccola

Lo sciopero blocca la Baraccola: «Un contratto che ci dia un futuro»

Grossi disagi quando gli operai hanno risalito via Albertini perché la Polizia Municipale ha deciso di chiudere i traffico in arrivo da sud, all'altezza della concessionaria Opel. E' stato il blocco totale

Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm. Tutte le sigle sindacali unite contro la proposta di rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Scatta così lo sciopero nazionale di 4 ore nelle fabbriche, a cui hanno risposto anche gli operai di Ancona. Mercoledì mattina alle 9:00 si sono dati appuntamento più di 600 lavoratori provenienti da tutta la provincia per manifestare davanti alla sede di Confindustria. Dopo pochi minuti di presidio i manifestanti sono scesi lungo la strada, rallentando, in alcuni casi anche bloccando il traffico cittadino lungo lo snodo della zona industriale a sud della città. Il problema principale è che Federmeccanica e Assistal hanno proposto un contratto per il 2017 che prevederebbe un meccanismo di recupero dell’anno precedente con un salario di garanzia calcolato individualmente. Un accordo fatto dall'azienda lavoratore per lavoratore, dove l’aumento previsto verrebbe riassorbito da altre ed eventuali voci di retribuzione come il superminimo individuale, scatti di anzianità e premi presenza. Il risultato? Aumenterebbero gli stipendi solo del 5% dei metalmeccanici di tutta Italia. Per non parlare del fatto che si andrebbe a sostituire la contrattazione aziendale al contratto nazionale creando, secondo i sindacati, lavoratori di serie A e serie B. I metalmeccanici non ci stanno. E così stamattina sono arrivati da tutta la provincia. C’erano gli operai della Pieralisi di Jesi, una delegazione della Merloni e Ariston di Fabriano, c’erano quelli della Caterpillar, Meccanica Generale e altre della zona litorale e poi tutta la cantieristica di Ancona: Fincantieri, Ysa e Crn. I manifestanti prima hanno creato un presidio davanti la sede di Confindustria in via Traversa, davanti all’ex mercato ortofrutticolo, poi hanno portato la loro rabbia in strada, raggiungendo la rotatoria di fronte all’Uci Cinema, dove hanno rallentato il traffico per consegnare agli automobilisti i volantini con le ragioni della loro protesta. 

LE RAGIONI DELLA PROTESTA. «In sostanza c’è un blocco salariale, invece noi diciamo che l’aumento salariale, che sia di 1, 10 o 100 debe andare a tutti - ha detto Marco Ciarrocchi - Questo meccanismo con la paga base resta ma gli aumenti, poco o tanto che siano, devono andare a copertura di tutti i lavoratori metalmeccanici». Duro il leader dei metalmeccanici anconetani Pierpaolo Pullini: «Non c’è nessun accordo perché la federmeccanica ha presentato una piattaforma su cui lavorano da 18 mesi in cui c’è la distruzione completa del diritto del lavoro e del contratto nazionale come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Per la prima volta si parla di aumento salariale ma non per tutti. E’ l’impresa che dovrebbe contrattare individualmente con il lavoratore e decide lei a chi aumentare. Poi Fincantieri nella contrattazione il salario invece che aumentarlo ce lo toglie. Praticamente la felicità del lavoratore è demandata alla redditività dell’azienda ed eventualmente a decisioni unilaterali». Dunque, al di là del rinnovo, c’è anche la forma, quella della contrattazione individuale, che squalifica il sindacato facendo saltare qualsiasi vincolo collettivo e solidaristico. «Noi teniamo contro delle esigenze dell’azienda, ma chiediamo aumenti salariali per tutti» ha ribadito Pullini. «Stamattina le fabbriche si sono svuotate e questo significa che tutti i lavoratori seguono i sindacati - ha detto Andrea Cocco della Cisl (GUARDA IL VIDEO) - Ora è necessario rinnovare il contratto in breve termini perché è fermo da dicembre e ci sono aziende in difficoltà. Non siamo sordi ai problemi dell’azienda però poi ci sono anche i lavoratori».

TRAFFICO IN TILT. Per due ore circa, dalle 9:00 alle 11:00, la mobilitazione, fatta di fischietti e bandiere, ha invaso la Baraccola. Molti disagi quando gli operai hanno risalito via Albertini. L’idea era di rallentare il traffico continuando a distribuire materiale informativo. Ma la Polizia Municipale ha deciso di chiudere i traffico in arrivo da sud, all’altezza della concessionaria Opel. E’ stato il blocco totale della viabilità con auto e tir costretti a imboccare la piccola corsia che immette in via 1° maggio in direzione sud. Attimi di tensione quando qualcuno è anche sceso dalla propria auto per protestare all'indirizzo degli stessi manifestanti, che però non hanno mai cercato il blocco di quella strada. Dopo un breve dialogo tra i sindacati e la Municipale, via Albertini è tornata a scorrere. Imbottigliate anche alcune auto dei Carabinieri, che hanno dovuto attendere alcuni minuti per trovare una via di fuga a sirene spiegate. Alla fine il corteo si è concluso intorno alle 11:30 senza nessuna tensione. 

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