Cronaca

Porto, sciopero di 24 ore per i lavoratori: «Legge necessaria ma rivediamola»

Lo sciopero nazionale di 24 ore è stato indetto da Cgil Cisl Uil per protestare contro le norme liberiste che potrebbero essere inserite nella riforma del settore. I provvedimenti mettono a rischio il lavoro e la sicurezza, Autorità portuale compresa

Ci sono i lavoratori del porto, delle imprese, della Autorità portuale e dei Servizi Tecnico Nautici dello scalo dorico. Sono arrivati con bandiere e striscioni e vogliono difendere il loro lavoro. Lavoro che la riforma dei porti mette invece a rischio. Lo sciopero di 24 ore è stato indetto in tutta Italia unitariamente dai sindacati Cgil Cisl e Uil. Ad Ancona i lavoratori del porto hanno dato vita ad un sit in sotto la Prefettura per protestare contro i provvedimenti del Governo sulla riforma della legge 84 del 1994 e contro le ultime misure stralciate dal Ddl “Concorrenza” e che saranno inserite all’interno della riforma dei porti italiani. Provvedimenti che per i sindacati, mettono a rischio il lavoro e la sicurezza di tutto il settore, Autorità portuale compresa di cui ad oggi non è conosciuta la sorte.

Nel porto di Ancona, operano  32 imprese nelle attività dirette, 69 nell’indotto mentre sono circa 3500 i lavoratori impegnati nel trasporto su strada. «Protestiamo contro una riforma che, non diciamo non sia necessaria, ma andrebbe predisposta ed attuata come avveniva nel passato - afferma Marco Brugiapaglia, Rsu Fit Cisl Autorità Portuale Ancona - Ovvero con la consultazione di tutte le parti sociali sia gli enti, le istituzioni che negli anni hanno governato il porto, sia gli operatori economici che nel porto hanno lavorato acquisendo professionalità ed esperienza».

Il rischio è che si finisca per ricorrere in maniera sempre più frequente al lavoro in appalto e il sistema del massimo ribasso andrebbe a penalizzare fortemente la professionalità dei lavoratori. «Viene eliminato il numero massimo delle concessioni che oggi consentivano di lavorare in tutti i porti. Inoltre, addirittura i servizi tecnico nautici che sono servizi universali, essenziali e a cui tutte le imprese possono accedere in maniera unitaria e senza problemi di concorrenza, sono messi in appalto- commenta  Maurizio Pandori, Filt Cigil Marche - Stiamo parlando di servizi che sono legati strettamente alla sicurezza e alla sicurezza della navigazione quindi sia delle merci che delle persone».

I sindacati e una delegazione di lavoratori hanno poi incontrato il Prefetto. «Noi contiamo che il Prefetto si faccia partecipe della nostra manifestazione, della nostra azione di protesta, che porti le nostre istanze sul tavolo di Governo» conclude  Giorgio Andreani, Uil Trasporti Marche.

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