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Sciopero Rai: nelle Marche incrociano le braccia i dipendenti della sede regionale e di RaiWay

"Il prelievo di 150 milioni di euro - scrive la SLC CGIL - mette a rischio il servizio pubblico e la tenuta occupazionale, non elimina sprechi o inefficienze che pure esistono e che il sindacato ha sempre denunciato"

Si svolgerà mercoledì 11 giugno lo sciopero generale dei dipendenti del gruppo RAI indetto a livello nazionale da SLC CGIL, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind contro il taglio di 150 milioni di euro previsto dal Dl. 66/2014.

“Il prelievo di 150 milioni di euro – scrive la SLC CGIL – mette a rischio il servizio pubblico e la tenuta occupazionale, non elimina sprechi o inefficienze che pure esistono e che  il sindacato ha  sempre denunciato. Inoltre scegliere di far cassa attraverso la Svendita di RAI WAY (società del gruppo che garantisce le reti  di trasmissioni) colpisce al cuore l'azienda così come è avvenuto per troppe grandi aziende italiane, favorirà la privatizzazione del profitto, scaricando inevitabilmente le perdite sulla collettività.
Tale scelta determina uno squilibrio dei conti della RAI che sta già producendo effetti negativi sull'occupazione: dal blocco delle stabilizzazioni dei precari e all'annunciato ridimensionamento degli organici comprese le sedi regionali.
I sindacati denunciano che, in questo modo, si altera il mercato, si indebolisce la più grande azienda culturale del Paese  e si mette a rischio il ruolo di servizio pubblico.
Il servizio pubblico è un bene comune che va liberato del controllo dei partiti e del Governo,  perciò i sindacati rivendicano una vera riforma della RAI : una Rai libera da sprechi, da mega consulenze ed appalti costosi ed inutili.”

Nelle Marche  lo sciopero riguarda i circa 60 dipendenti della sede regionale e di RaiWay .

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