Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca Torrette / Via Conca

Schiacciato dal tir per entrare ad Ancona, una testimone ha visto cadere il giovane

Il giovane, un immigrato proveniente dalla Grecia, è sbalzato a terra mentre era attaccato al telaio del tir che procedeva verso la variante direzione A14. A vedere tutta la scena una donna al volante di un'auto, subito dietro il camion

Il luogo del ritrovamento

Non hanno più dubbi gli investigatori. Il giovane trovato morto domenica pomeriggio in via Conca era un migrante arrivato con un traghetto dalla Grecia e morto nel tentativo di entrare clandestinamente in Italia. La Polizia Stradale di Ancona sta verificando che la vittima sia proprio l’uomo del passaporto trovato nei pantaloni del cadavere. Ma con ogni probabilità, si tratta di M. R., 22 anni di origini marocchine. Un giovane migrante che dalla Grecia ha tentato di entrare in Italia nascondendosi tra i longaroni di un camion sbarcato da un traghetto domenicale. Aggrappato al telaio del mezzo pesante, come anche alla speranza di un futuro migliore, il giovane ha resistito dal porto fino a Torrette. Poi è successo qualcosa. Potrebbe aver perso la presa o esser stato sbalzato dopo una frenata particolarmente brusca. O potrebbe aver semplicemente pensato che fosse un buon momento per tentare la fuga. Scappare, dopo esser riuscito ad eludere i controlli portuali, anche dal freddo gelido che domenica sferzava la periferia nord poco prima dell’ora di cena. Soprattutto per lui, vestito con un paio di pantaloni, una maglia leggera e un paio di scarpe da ginnastica logorate. 

LA TESTIMONE. Il marocchino è sbalzato a terra mentre il tir procedeva verso la variante direzione A14. A vedere tutta la scena c’era una donna, al volante della propria auto, che procedeva dietro il camion. La testimone ha visto il corpo rotolare verso il lato della strada. Uno choc, che non le ha impedito di chiamare subito il 113 mentre seguiva il camion, segnalando una targa turca e indicando alla sala operativa delle Forze dell'Ordine il percorso in tempo reale. Così una pattuglia della Stradale di Jesi ha intercettato l’autocarro nell’area sosta dell’Autogrill di Ancona Nord. L’autista, un 45enne turco, è rimasto sbigottito alla notizia. Gli investigatori hanno scortato il mezzo al porto per effettuare maggiori controlli. Non sono emersi elementi indiziari a carico del conducente, che ha potuto proseguire nel viaggio. Il tir, diretto in Francia con un carico di vestiti, non presentava alcun segno di manomissione per un eventuale carico di immigrati clandestini. Sotto la pancia però, le torce dei poliziotti hanno riscontrato una zona più chiara e pulita dove si presume si fosse nascosto qualcuno. A conferma di come il 22enne avesse utilizzato la tecnica della così detta “ventosa” per sfuggire ai controlli doganali. Nel frattempo in via Conca, gli operatori della Croce Rossa di Ancona erano arrivati sul luogo del ritrovamento. Per il giovane africano, riverso a terra in una pozza di sangue, non c’era più nulla da fare. Troppo gravi i traumi da schiacciamento al torace e al bacino. Il sangue riscontrato anche sulle ruote posteriori del tir ha definitivamente confermato la prima ipotesi. Quella di una tragedia che ha visto vittima un ragazzo partito dal Marocco per arrivare in Italia. L’ultima morte per immigrazione.

Resta un minimo di dubbio sull’identità della vittima, anche perché dalla Grecia non è così usuale che arrivino marocchini. Ma non sarebbe la prima volta dato che, dalla penisola Ellenica, é facile imbarcarsi con un documento. E comunque nulla vieta che il giovane avesse vissuto per un periodo in Grecia prima di spingersi verso il cuore dell’Europa. Dunque il compartimento di Polizia Stradale di Ancona è alla ricerca dell’ultimo riscontro: la conferma che il cadavere ritrovato sia quello del ragazzo del passaporto marocchino. Se non altro per dargli un nome e un cognome. Perché non resti solo un immigrato morto nel tentativo di arrivare in Italia. Perché non resti solo un numero. 

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