Scandalo sanità, bonus Covid ai dirigenti: a medici e infermieri neanche un euro

La trasmissione Fuori dal Coro si è occupata del caso delle premialità che stavano per essere liquidate ai funzionari, mentre gli "eroi" in prima linea restano alle promesse

Il programma su cui è finito il caso delle Marche

Sono stati chiamati eroi, applauditi e osannati pubblicamente per aver salvato migliaia di vite umane, mettendo a rischio le proprie. Ma non hanno visto un euro del bonus promesso per l’emergenza Covid. Mentre per loro, funzionari e dirigenti, la Regione ha riconosciuto un cospicuo extra per gli straordinari svolti durante la fase-1 della pandemia, prima della scadenza della legislatura.

Lo scandalo dei bonus nelle Marche, portato alla luce dal giornalista anconetano Pierfrancesco Curzi, è arrivato alla ribalta della tv: se n’è occupato ieri un servizio andato in onda nella trasmissione Fuori dal Coro, condotta da Mario Giordano su Rete 4. «Ad oggi non abbiamo visto riconoscerci un euro di quanto promesso», protestano medici e infermieri intervistati, mentre un provvedimento firmato il 7 agosto dalla Regione, a firma della dirigente del Servizio salute Lucia Di Furia, autorizza per 82 tra dirigenti e funzionari il pagamento di «una indennità mensile pari al 30% della corrispondente retribuzione mensile di posizione per i 6 mesi del periodo emergenziale in questione (31 gennaio-31 luglio). Riconosciute e garantite le prestazioni di lavoro straordinario effettivamente rese nei 6 mesi entro il limite massimo di 50 ore a testa».

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Si tratta di bonus dai 4 ai 10mila euro a testa che, però, ora sono stati congelati, anche se era tutto pronto per la liquidazione. Per il personale sanitario, invece, è ancora tutto fermo: nessuna novità sulla promessa premialità (si parlava di mille euro a testa). Chiaramente, non c’è alcun sospetto penale sulla delibera che è stata firmata e regolarmente pubblicata dalla Regione. Quello che fa riflettere è il principio: chi ha lottato in prima linea contro il Covid aspetta ancora una “elemosina”, mentre chi è stato dietro la scrivania era pronto a incassare.

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