Case pericolanti e discarica, ultimatum dei residenti: «Pronti al blocco stradale»

Due case a rischio crollo in pieno centro, una terza di proprietà comunale è già in previsione di essere abbattuta. I residenti chiedono sicurezza

Una serie di edifici fatiscenti all’ingresso di Sappanico preoccupano i residenti, specialmente Paolo Baggetta che vive in una casa stretta letteralmente tra le macerie. Uno degli immobili fatiscenti da oltre un anno è di proprietà del Comune, che ne vuole fare un parcheggio (a Sappanico mancano come l’acqua nel deserto) e ne ha appena ordinato la demolizione. Gli altri due edifici sono di proprietà privata, Palazzo del Popolo ha già emesso delle ordinanze di messa in sicurezza ma la situazione non è cambiata. La paura è che gli edifici rovinino sulla strada, proprio nel punto più stretto del paese e l’ultimatum è già scattato: «Se entro settembre o al massimo inizio ottobre non avrò notizie farò un blocco stradale» ha detto Baggetta e la possibilità è già condivisa da altri residenti. «Il muro con il tempo si è spostato, pende verso la strada e sta per crollare- ha segnalato Franco Cagnoni- ho capito che l’edificio non è del Comune ma di un privato, ma va comunque messo in sicurezza». In paese da alcuni giorni sono comparsi degli striscioni: “Siamo stanchi del degrado”, “Sappanico, frazione del degrado” e “Abbandonati” sono i messaggi di polemico benvenuto per chi arriva dal lato di Montesicuro. 

La storia

Un primo caseggiato è crollato una decina di anni fa, le macerie sono ancora là e oltre ai sassi è ben visibile una bombola del gas e pezzi di finestra. L’area, spiegano i residenti, è anche utilizzata come discarica abusiva dai passanti ma a preoccupare è ciò che potrebbe trovarsi sotto i sassi: «Magari materiali pericolosi- dice Fabio Mecarelli- usati per la costruzione dell’edificio e che ora non sono più a norma con le leggi attuali». Tre anni dopo, come racconta la residente Cristiana Conti, è crollato un secondo edificio ed è iniziato a venire giù un terzo caseggiato: «Nel caso del primo crollo il Comune ha ordinato ai proprietari la messa in sicurezza ma non è stato fatto nulla, sono passati 9 anni e nel frattempo i pericoli sono aumentati – spiega Cristiana – la strada è stata transennata con dei tubi pericolosi per motociclisti e passanti, perché rischiano di restare agganciati». La scorsa notte un camion è rimasto incastrato nella strettoia e il rischio che un mezzo pesante possa tirar via i tubi riguarda da vicino Baggetta, la cui abitazione fa parte della stessa murata. L’edificio comunale ha un’altra storia: «E’ così da 40 anni- racconta Cristiana- ma è stata espropriata dal Comune a differenza degli altri edifici con una destinazione a parcheggio. In tutti questi anni, accanto alle macerie è stata organizzata la sagra della Spuntatura e a volte venivano giù dei sassi. La Giunta ha detto di aver fatto l’ordinanza di demolizione, c’è un rappresentante di quartiere eppure lo abbiamo saputo via Facebook. Quattro mesi fa, attraverso il consigliere Urbisaglia abbiamo contattato l’assessore alla sicurezza Foresi e poi l’assessore ai lavori pubblici Manarini che a marzo ha fatto un sopralluogo e ha detto che bisognava demolire». Oggi l’edificio è un rudere divorato dalle erbacce, gli avvistamenti di serpenti e altri animali non sono una novità ma almeno sembra avere un futuro, a differenza degli edifici privati che non fanno dormire sonni tranquilli a chi vive nei paraggi.

 

La strada e le grotte

Anche la strada che attraversa la frazione non rende tranquilli i residenti: «Sotto l’asfalto ci sono delle grotte e più di una volta l’asfalto è crollato- racconta Baggetta – servirebbe anche in questo caso una messa in sicurezza seria, inutile fare interventi di asfaltatura bisognerebbe in caso rende la strada a senso unico o inaccessibile ai mezzi più pesanti». Risolta (dopo quasi due anni) la questione dell’illuminazione pubblica di Contrada Paradiso. Linea elettrica e nuove lampade sono state installate a pochi giorni fa. 

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