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Da sinistra Giulia Gavetti, Christian Galeazzi, Andrea Masini e Giacomo Ragnetti

Da sinistra Giulia Gavetti, Christian Galeazzi, Andrea Masini e Giacomo Ragnetti

Saldi sotto le stelle, i commercianti: «Iniziativa che non ci appartiene»

I Commercianti del corso montano la polemica nei confronti di Confcommercio per aver lanciato l'iniziativa "Saldi sotto le Stelle" prevista per sabato sera. Non sono stati coinvolti e non la ritengono utile al commercio

La Confcommercio annuncia i “Saldi sotto le stelle” per sabato 2 luglio e il giorno dopo scatta la protesta dei commercianti. Il motivo? Non soltanto non sarebbero stati coinvolti, ma la pubblicizzazione dell’evento sarebbe fuorviante a loro dire: nel volantino (in allegato) si parla di “negozi aperti fino a mezzanotte” quando in realtà saranno aperte solo alcune catene e franchising. Aperti Zara e Liu Jo per esempio. Resteranno invece chiusi negozi come Gavetti Calzature, Milton, Ramas, Ragnetti, Gisa, Grandinetti e tutti i negozi storici del centro città. «Avevamo già deciso di rimanere chiusi perché non c’era nessun evento programmato per noi commercianti del corso - ha detto Giulia Gavetti dello storico negozio di scarpe in piazza Roma - Non solo, c’era il controevento della Notte Rosa in corso Amendola, Mosciolando al porto, per non parlare della partita Italia-Germania che, nella migliore delle ipotesi, finirà alle 23:00. In tutto questo non siamo neppure stati avvisati visto che io sono associata a Confcommercio e ho scoperto dei Saldi Sotto le Stelle solo ieri, quando un collega mi ha portato il volantino in negozio». E’ dunque polemica tra alcuni titolari del centro di Ancona e l’associazione di categoria, tacciata quest’ultima di aver parlato per conto di un commercio che né è stato coinvolto né condivide l’iniziativa. «Si parla di negozi aperti, ma quali sono? Perché a me pare che saremo tutti chiusi - ha detto Christian Galeazzi di Milton - L’ho detto anche a chi mi ha consegnato il volantino ieri e mi sono sentito rispondere che chi voleva rimanere aperto lo avrebbe messo in vetrina e chi avrebbe chiuso no. Cioè corso Garibaldi è l’unica zona dove domani non ci sarà nulla, si fa una cosa del genere e manco ci avvisano?». Insomma fino a ieri i commercianti non sapevano neppure dell’idea di una notte di saldi. Non lo hanno saputo dalle associazioni, tantomeno dal Comune, che invece era presente alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa. Lo ha sottolineato Andrea Masini di Ramas: «Il Comune parla sempre e solo con le categorie. Ma a me di questo evento non ha parlato nessuno, se non un esponente di Confcommercio, che ieri mi ha portato volantino chiedendomi se sarei rimasto aperto. Io ho detto no. Mi ha risposto che ci sarebbe stato anche un maxi schermo in piazza Roma per vedere la partita dell’Italia e io ho controbattuto che era ancora peggio perché tutti si sarebbero fermati lì senza entrare nei negozi». Divergenze di opinione. E' chiaro. E non di poco se si pensa che, al contrario, il presidente della delegazione di Confcommercio Ancona Francesco Cinti guarda al maxi schermo in piazza Roma come un'opportunità auspicata fino all'ultimo. Al punto da essere la vera causa del ritardo nella comunicazione dell'iniziativa ormai al via. Lo ha ribadito prorpio Cinti in un'intervista

Ma il problema non è stato solo per gli associati di Confcommercio perché, anche chi non lo è, ha comunque il dubbio che i porpri clienti possano arrivare domani sera per il corso convinti di trovare il loro negozio preferito aperto perché, a guardare il volantino dell'iniziativa, parebbe che domani corso garibaldi risplenda di un'unica ventrina. Ma non sarà così. «Io mi sono comunque sentito chiamato in causa - ha spiegato Giacomo Ragnetti - Il comunicato di Confcommercio presuppone che la grannparte di noi sia aperto domani ma non è così. E' una comunicazione fuorviante». «A me hanno portato questo volantino dicendomi che c'era qeusta possibilità ma noi resteremo chiusi perché vendiamo un prodotto specializzato e a me chi melo fa fare di pagare gli strardinari alle mia commesse per non guadagnare nulla?» ha detto Maria Ida di Gradinetti.  

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