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Sacchetti della frutta, foto Ansa

Sacchetti della frutta, foto Ansa

I sacchetti della frutta si possono portare da casa? Ecco come funziona

In teoria sì, in pratica non converrebbe a nessuno: cosa ha detto il Ministero della Salute sul "caso" delle buste biodegradabili

Sì ai sacchetti della frutta da casa, purché siano "monouso" e "adatti agli alimenti". Lo ha fatto sapere il segretario generale del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco, che ha così chiarito una volta per tutte la questione del possibile utilizzo di shoppers portati da casa. Per dirla in parole povere, chi non vuole farsi addebitare il costo dei sacchetti sullo scontrino fiscale sarà libero di farlo, ma non spenderà certo di meno: le buste dovranno infatti essere esclusivamente monouso e dunque mai utilizzate prima.

"Non siamo contrari al fatto che il cittadino possa portare i sacchetti da casa" ha detto infatti Ruocco, ma il loro riutilizzo determinerebbe "il rischio di contaminazioni batteriche con situazioni problematiche". Spetterà al titolare dell'esercizio commerciale "la facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti". Non è chiaro al momento se le buste portate da casa debbano essere o no biodegradabili, e cosa si intenda esattamente con l'espressione "adatte agli alimenti": certo è che gli shoppers portati da casa non potranno essere riusati. 

Sacchetti portati da casa 'solo se nuovi'

Già lo scorso 7 dicembre il Ministero dello sviluppo economico aveva ammesso "la possibilità per la clientela, nei reparti di vendita di alimenti organizzati a libero servizio, di utilizzare gli shoppers in discorso già in loro possesso", salvo però "diverso avviso del ministero della Salute".

Ieri però, in un’intervista a 'Repubblica', il ministro dell’Ambiente Galletti, ha specificato che sarà possibile portare gli shoppers da casa "solo se sono contenitori nuovi" e mai utilizzati. "E' l'interpretazione che darà il ministero della Salute. Le norme igienico sanitarie non cambiano - ha detto ancora Galletti - Io rivendico la bontà del provvedimento ambientale: ho fatto una scelta chiara e trasparente per evitare abusi, e ne assumo la titolarità. Oggi il consumatore sa quanto paga: tra 1 e 2 centesimi, cifra irrisoria in un anno. Se non avessimo fatto la scelta di metterlo in chiaro, il costo sarebbe finito nel prezzo di vendita. L’aumento poteva anche essere molto più elevato, e c’è un dovere di trasparenza verso il consumatore".

Sacchetti biodegradabili, inutile pesare ogni singolo articolo

Insomma i sacchetti biodegradabili dovranno essere comprati, a meno di non voler pagare di più. Nessuna speranza anche per coloro che si ostinano ad applicare l’etichetta direttamente sul prodotto evitando così l’imbustamento. 

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