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"Schiaffo" al Passetto, le ruspe sfregiano la scalinata: indagano i Carabinieri

Venerdì mattina sono arrivate al Passetto le forze dell'opposizione in consiglio comunale. Oltre a Berardinelli e D'Angelo c'erano anche Francesco Rubini, Quattrini, Gambacorta, Diomedi, Prosperi e Gramazio

Gli scaloni danneggiati dalla ruspa al Passetto

Le ruspe devono arrivare alla spiaggia per lavorare al ripascimento e passano sulla scalinata del Passetto. Il risultato? Spaccati 8 gradoni della prima parte a fronte del mare e danneggiati almeno altri 17 lungo tutto il resto del percorso che porta fino all’arenile. Lo “schiaffo” al monumento simbolo di Ancona sarebbe avvenuto giovedì scorso, quando alcuni residenti del quartiere Adriatico si sono accorti di quello che stava succedendo. La voce è arrivata ad alcuni consiglieri comunali della minoranza tra cui Daniele Berardinelli (Forza Italia) e Italo D’Angelo (La Tua Ancona), che ieri sera intorno alle 21:00 sono andati sul posto per un sopralluogo e si sono ritrovati di fronte a quello scempio. Immediata la chiamata al 112. I Carabinieri sono arrivati e hanno raccolto materiale fotografico e le dichiarazioni dei politici locali. Tutta documentazione per le indagini su cui lavorano i militari della Stazione Centro di via Piave. Per ora non si profilano reati, anche perché l’ipotesi sarebbe quella del danneggiamento, ma è difficile pensare che possa essere riscontrabile un’azione dolosa. Fatto sta che i Carabinieri sono al lavoro e attendono le relazioni di tre diversi istituzioni, ognuna impegnata nel raccogliere dati per la propria competenza: l’Ufficio Tecnico del Comune, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e la Polizia Municipale, anch’essa sul posto ieri. Solo in un secondo momento, tutta la documentazione arriverà sul tavolo dalla magistratura anconetana. Intanto la ditta impegnata nei lavori non ha negato i fatti, anche perché i segni del passaggio dei mezzi cingolati, gli stessi presenti in spiaggia, sono chiarissimi lungo la scalinata. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, c’è anche la testimonianza di un residente, Salvatore Sgubbi: «Ho visto che veniva già la ruspa, barcollava perché non toccava sotto e quando ha toccato si è sentito un rumore forte e ha spaccato tutto».

Un danno per il monumento simbolo della città dorica, mortificata anche dalla pressapochista idea di chi ha pensato bene di “rimediare” al danno con una passata di vernice. E i pezzi mancanti dove sono finiti? Ad oggi non si trovano. Un fatto definito da cittadini e politica «gravissimo», di fronte al quale il responsabile della ditta si è detto pronto a sistemare la scalinata a proprie spese, anche se sarebbe stato proprio il Comune a indicare agli operai di non farsi problemi e scendere lungo la scalinata con gli escavatori. Inconcepibile. Soprattutto se si pensa che in passato si era usato il braccio meccanico di una gru per far “scendere” le ruspe sulla spiaggia o che si sarebbe potuto pensare anche ad una soluzione via mare. Ma sarebbe costato almeno 5mila euro. E allora meglio devastare un’opera d’arte patrimonio della città per risparmiare. 

Stamattina sono arrivate al Passetto le forze dell’opposizione in consiglio comunale. Oltre a Berardinelli e D’Angelo c’erano anche Francesco Rubini (Sel), Andrea Quattrini, Ausilia Gambacorta, Daniela Diomedi e Francesco Prosperi del Movimento 5 Stelle, Angelo Gramazio (Tua Ancona). «Si vedono i segni dei cingoli e delle gomme che arrivano in fondo alla spiaggia - ha detto Berardinelli - Siamo inorriditi perché un’opera di così importante di valore architettonico non merita di essere tratta in questo modo. Stamattina mi sono recato personalmente alla stazione dei Carabinieri di via Piave per consegnare alcune foto». «Io già diversi giorni fa avevo segnalato al Presidente del Consiglio una condizione di ammaloramento dei beni culturali e artistici della nostra città impressionante. Ora però vogliamo sapere chi sono i responsabili perché se è un tecnico deve cambiare mestiere e se è un politico deve andare a casa» ha detto D’Angelo. Per Francesco Rubini non ci sono dubbi, la responsabilità è dell’Amministrazione Mancinelli: «Ammesso che il nesso tra danno e ruspe sia accertato, è ovvio che c’è una responsabilità del Comune perché il bene è comunale anche se la spiaggia è in concessione. Parliamo di un bene demaniale, come si può pensare che non ci sia responsabilità politica?». Amareggiata anche la Gambacorta: «La pennellata data alla scalinata per coprire quello scempio esprime tutto il senso civico con cui si sono affrontati questi lavori». «Ci troviamo un monumento devastato da lavori commissionati dalla stessa giunta comunale e ci chiediamo come sia possibile che accada questo - ha detto Simone Papalini dell’associazione A2O - Speriamo che la magistratura o quanto meno gli organi interni del Comune facciano luce su questo fatto di una gravità inaudita e si riconoscano le responsabilità».

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