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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Ronde e vigilanza abusiva, denunciato il presidente di un’associazione: aveva anche armi proibite

Si tratta di un anconetano di 42 anni. La prefettura aveva respinto la sua richiesta di iscrizione come associazione tra cittadini non armata ma lui prestava comunque i servizi

ANCONA - Si era impegnato a restituire un po’ di serenità tra i cittadini, fondando un’associazione che gli permetteva di fare vigilanza su strada, osservando, dopo che il figlio era stato aggredito più volte da dei bulli. Quella associazione però per la polizia sarebbe abusiva e non autorizzata. Per questo il presidente è stato denunciato per ronde e vigilanza ritenute abusive. La questura lo chiarisce in una nota inviata alla stampa. «Si comunica che attraverso mirate indagini esperite dalla Squadra Amministrativa e di Sicurezza della locale Divisione Pas - riporta la nota - è emerso che un’associazione fondata da un anconetano, pur avendo ricevuto diniego, da parte della Prefettura di Ancona circa la richiesta di iscrizione come“associazione tra cittadini non armata” negli ultimi mesi aveva attivato una pluralità di attività abusive di ronda per le principali vie della città, non mancando di pubblicizzarle sui social. Le attività abusive in questione, anche notturne, venivano realizzate per le vie della città attraverso l’impiego di operatori che indossavano divise identiche a quelle dei corpi paramilitari e con l’ausilio di una body cam, e venivano pubblicizzate come “servizi di deterrenza o di cortesia”, mentre gli operatori venivano indicati come “osservatori di sicurezza urbana ed ambientale”. I servizi venivano realizzati dunque al di fuori del perimetro autorizzativo di cui alla legge 94 del 2009, che oltretutto impone l’obbligo di indossare una casacca di colore giallo fluorescente, contenente la scritta “osservatori volontari”, il logo dell'associazione, il nome del comune ed un numero progressivo associato al nominativo dell'operatore e vieta comunque di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai corpi di polizia, anche locali, alle forze armate».

Stando alla questura anche  il riscontrato utilizzo di body cam «è stato accertato come non sia previsto che i servizi di osservazione di cui alla legge 94/2009 possano essere supportati dall’utilizzo di videoriprese, che rischiano di autorizzare comportamenti non prudenti e non rispettosi dei diritti degli osservati e di ingenerare potenziali conflitti con quest’ultimi, a fronte dei quali si renderebbe necessario l’intervento delle forze di pubblica sicurezza». Oltre ai servizi abusivi di ronda, l’associazione pubblicizzava un’attività continuativa di vigilanza e sicurezza privata «denominata di volta in volta come di “portierato” o di “cortesia”, a pagamento, effettuata a vantaggio di alcuni esercenti pubblici di Ancona, in violazione delle norme contenute nel R.D. 773/1931». Per questo il presidente dell’associazione (unitamente ad altra associata) è stato denunciato all’autorità giudiziaria per aver posto in essere attività di vigilanza privata, spendendo il nome della sua associazione senza aver mai conseguito alcun titolo prefettizio abilitante per svolgere tali mansioni. Il 16 maggio scorso è stata fatta una perquisizione a carico dei due indagati e la polizia ha trovato e sequestrato numerosi oggetti (divise, gagliardetti, tessere di iscrizione all’associazione, spray al peperoncino, una pistola ad aria compressa) utilizzati dagli indagati per effettuare l’attività di vigilanza ritenuta abusiva, tra cui un furgone verde militare, allestito da ufficio mobile, dove uno dei due indagati custodiva anche uno sfollagente telescopico in acciaio di colore nero, come quelli in dotazione ai carabinieri. Sia il furgone che lo sfollagente sono stati sequestrati con la denuncia a carico del 42enne per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere. Il denunciato chiarirà presto la sua posizione, intanto si è rivolto ad un avvocato.

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