Rivolta a Montacuto: le reazioni politiche, Antigone in visita

Una delegazione guidata dal presidente di Antigone Marche Samuele Animali si è recata sabato in visita al carcere di Montacuto. Radicali e Idv avevano già avanzato le loro proposte

Una delegazione guidata dal presidente di Antigone Marche Samuele Animali si è recata sabato in visita al carcere di Montacuto per monitorare la situazione dopo la rivolta scoppiata tra giovedì e venerdì.
Antigone chiede la “massima attenzione nell'applicazione del provvedimento di allontanamento già disposto dal Dap per i detenuti coinvolti, ricordando che in nessuna norma di legge il trasferimento è elencato tra le possibili sanzioni disciplinari, che sono altre e previste tassativamente dal legislatore”.

Nei giorni scorsi, in seguito alla rivolta, si erano registrate diverse reazioni politiche:
RADICALI. I Radicali Marche, storici portabandiera della battaglia per i diritti dei carcerati, erano stati i primi a ribadire le loro istanze: "I Radicali chiedono alla Regione Marche di istituire una commissione di inchiesta sulla situazione delle carceri marchigiane, alla luce dei problemi di sovraffollamento che affliggono quasi tutti gli istituti di reclusione, e degli ultimi casi di suicidio fra detenuti. La commissione, sostengono, dovrebbe verificare anche se nelle vi sia un ricorso improprio alla somministrazione di psicofarmaci. E se esso corrisponda alla presenza di patologie certificate fra i detenuti".
Il precedente virgolettato – avevano sottolineato –  non è una dichiarazione postuma alle rivolte ed allo sciopero della fame dei detenuti del Carcere di Montacuto, ma un'ANSA del 19 novembre 2010.
“Per attuare le riforme che servono per la giustizia ed il "pianeta carcere" la nostra proposta è quella di un'amnistia per la Repubblica”.
Il Segretario regionale Stefano Pagliarini, da noi intervistato a Novembre proprio sulle condizioni delle carceri, ha dichiarato:
“Nel particolare caso di Montacuto vogliamo ribadire con forza il fatto che noi, come Radicali Marche, sono due anni che denunciamo le violazioni dei diritti civili dei carcerati di Ancona e le diverse morti avvenute nel luogo in questione. Il sovraffollamento, le morti per abuso di psicofarmaci, i continui atti autolesionistici sono tutti elementi che dimostrano il drammatico sintomo di una condizione indegna di un paese che vuole definirsi civile”.

IDV. Anche i maggiori rappresentanti locali dell’Italia dei valori avevano diffuso subito un comunicato, con primo firmatario David Favia: “Le carceri marchigiane esplodono si legge –  e il personale è troppo poco.
Per segnalare questa urgenza e imporre al governo regionale e nazionale immediati investimenti infrastrutturali e di personale, ero già intervenuto addirittura a giugno alla Camera dei Deputati.
[…] Sono troppi i detenuti stipati in poco posto senza alcun riguardo alla dignità umana che noi dell’Italia dei Valori intendiamo salvaguardare con fermezza. Oltre a questo non è ammissibile che il numero di addetti di polizia penitenziaria sia al di sotto degli standard previsti: soprattutto a causa dei distaccamenti operati dal carcere principale, che è quello di Montacuto, al servizio degli altri carceri della regione e soprattutto al servizio del piccolo carcere satellitare di Barcaglione di Ancona”
 

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