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Spese gruppi regionali, 100mila euro ingiustificati. La Corte dei Conti: “Vanno restituiti”

L'indagine della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha prodotto i primi risultati sui rendiconti 2012 dei gruppi consiliari. Tra mimose, pranzi e spese forfettarie, ecco i conti che non tornano

L’indagine della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha prodotto i primi risultati sui rendiconti 2012 dei gruppi consiliari, e anche se all’orizzonte non c’è nulla di paragonabile agli scandali di Lazio, Lombardia o Piemonte, ci sono 100mila euro di spese che la magistratura contabile non ha riscontrato come conformi. E che dovranno essere restituite.

LE SPESE. Ce n’è per tutti. Riporta il Messaggero come il gruppo del Presidente Spacca dovrà giustificare un addebito CartaSi per un’applicazione informatica (dal costo di 94,42 euro) di Apple Itunes store. La Corte dei conti segnala che l’addebito potrebbe indicare “anticipazioni proprie degli strumenti di pagamento elettronico per la verifica della funzionalità della carta”, con la quale è stata compiuta l’operazione e il gruppo di Spacca, con una nota del 18 aprile, afferma di aver attivato la procedura di verifica, specificando che “nel caso in cui tale verifica risultasse senza esito resta ferma la disponibilità al rimborso della spesa”.

Il PD, dal canto suo, dovrà giustificare l’acquisto di biglietti per due spettacoli teatrali di solidarietà (100 euro) e 164 euro di mimose, acquistate – sostiene il gruppo – per essere donate l’8 marzo alle impiegate della segreteria del gruppo, degli assessori e alle assistenti dei consiglieri democratici. Ma nelle spese “incerte” democrat ci sono anche voci più consistenti, come i 1.996,5 euro di consulenze in marketing e comunicazione a favore di una ditta che non hanno corrispondenza in alcun contratto, per i quali il gruppo ha motivato la cosa sostenendo che la fattura riassume una serie di prestazioni erogate nel tempo, da cui la mancanza di contratto.

Nel PDL, riporta sempre il quotidiano, ci sono 140 euro di spese di ristorazione registrate come missione avente come oggetto incontri con amministratori locali svoltisi ad Ancona, ma la magistratura contabile ha fatto notare che al personale del gruppo che opera nella sede di servizio (cioè Ancona) non spetta il pasto. Inoltre, scrive la CdC, “nella quasi totalità dei casi” le missioni del gruppo Pdl “si sono svolte attraverso l’utilizzo del mezzo proprio, senza una esplicita autorizzazione del capogruppo” e risulta quindi difficile attestare l’attinenza dell’attività istituzionale svolta dal gruppo.

La lista delle spese continua: l’UDC deve giustificare alcune spese per incontri prive di fattura (600 euro), mentre l’assessore Luca Marconi dal 28 aprile al 2 maggio 2012 ha pernottato all’Hotel Waldorf di Rimini spendendo 340 euro senza chiarirne il motivo (ma il gruppo ha riferito che Marconi stava partecipando alla 35esima Convocazione nazionale del rinnovamento nello Spirito).
Da chiarire anche i 1000 euro al mese rimborsati in maniera forfettaria all’ex presidente del consiglio comunale di Ancona Andrea Filippini: specifica la Corte dei Conti come sia possibile rimborsare solo le spese effettive e non quelle quantificate in maniera forfettaria.

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