Ristorante al Cardeto, il privato chiede più auto: Legambiente sulle barricate

Il circolo Il Pungitopo scrive al sindaco: «Tenga fede alla difesa del parco, rischio svendita agli interessi privati»

Per realizzare un ristorante al vecchio faro nel parco del Cardeto il privato è intenzionato a chiedere al Comune la possibilità di far entrare auto nel parco. Almeno negli orari di servizio: pranzo e cena. Ipotesi che fa venire l'orticaria agli ambientalisti che, già in passato, si erano detti contrari, in generale, a una privatizzazione della zona. «Un parco da sogno o un parcheggio? La scelta dovrebbe essere immediata eppure purtroppo non è così - scrivono dal circolo Il Pungitopo di Legambiente - Dovremmo esserne tutti molto orgogliosi, auspicare il completo recupero del Parco del Cardeto e invece c'è chi lo vorrebbe invaso dalle auto e ridotto a parcheggio. Come si può pretendere di cancellare uno dei parchi più pregiati di Ancona - perché aprirlo alle auto ne decreterebbe di fatto la fine per i comodi di un'attività commerciale?»

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

ECCO COSA NE PENSANO GLI ANCONETANI - VIDEO

Secondo gli ambientalisti «le auto possono essere parcheggiate fuori del parco: i clienti godrebbero del Parco raggiungendo a piedi il futuro ristorante. Al massimo, si potrebbe considerare l'uso di un mezzo navetta elettrico. Inaudita anche l'altra pretesa avanzata, ossia quella di aumentare la cubatura dell'edificio alla base del faro, con il pretesto di riportarlo alla volumetria originaria. In sintesi: auto, smog, traffico e cemento in uno degli angoli più suggestivi di Ancona. Non proprio un bel biglietto da visita per questo imprenditore, il cui unico merito sarebbe quello di restaurare il monumento lui concesso. Un restauro sulla reale utilità pubblica del quale si nutrono parecchi dubbi. Esiste un obbligo di garantire la fruibilità pubblica del Faro, una volta che sarà stato trasformato in ristorante? L'intera vicenda rischia in sostanza di trasformarsi in una svendita a privati di un Parco naturale e storico la cui istituzione è costata impegno e denari all'amministrazione e quindi ai cittadini. Invitiamo il sindaco Mancinelli a tenere fede alle intenzioni dichiarate in modo inequivocabile sulla stampa, esattamente un anno fa, ossia: niente auto nel parco e garanzia di fruibilità pubblica del Faro. Il Parco del Cardeto deve restare tale. Lo difenderemo sempre senza indugi».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Marche, ordinanza di Acquaroli: didattica a distanza nelle scuole e mezzi pubblici al 60%

  • Nuovo Dpcm, nessun divieto di circolazione: stop anticipato a bar e ristoranti

  • Le Marche corrono ai ripari: raddoppio vaccini, tamponi in farmacia e potenziamento Usca

  • Nuovo Dpcm, arriva la firma di Conte: ecco cosa cambia da lunedì 26 ottobre

  • Terapie intensive, Marche terzultime in Italia: apre il Covid Hospital con medici militari

  • Chiusura piazza del Papa, la Mancinelli avverte: ora palla agli anconetani

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento