Cronaca Piano / Piazza Ugo Bassi

Residenti e commercianti del Piano al Comune: «Basta risse, tenete chiusi quei negozi»

Ubriachi, sbandati, pregiudicati: esposto dell’avvocato Roberta Di Martino contro i due locali già sospesi dal Questore

Polizia in piazza Ugo Bassi (foto di repertorio)

ANCONA - Le chiusure temporanee non bastano. Per commercianti e residenti di piazza Ugo Bassi c’è un’unica soluzione per risolvere i problemi di ordine pubblico della zona: revocare le licenze ai titolari dei due negozi etnici - un minimarket e un phone center - che, negli anni, sono divenuti ricettacolo di sbandati, ubriaconi e pregiudicati e, in ogni caso, impedire loro di vendere e somministrare bevande alcoliche. La richiesta è stata formalmente avanzata al Comune, alla Prefettura e alle forze di polizia da un esposto formulato dall’avvocato Roberta Di Martino, in nome e per conto di cittadini e commercianti che da anni lottano contro il degrado nel triangolo “nero” fra piazza Ugo Bassi, via Scrima e piazzale Loreto, ripetutamente teatro di risse, schiamazzi notturni, atti di vandalismo ed episodi di spaccio. Problemi che hanno spinto il nuovo questore Claudio Cracovia, lo scorso 18 aprile, a chiudere per 30 giorni i due locali, gestiti da asiatici, come previsto dall’articolo 100 Tulps, per ragioni di pubblica sicurezza. 

Ma tra una decina di giorni le due attività riapriranno i battenti e il timore è che il clima tornerà ad essere il solito: quello di degrado e paura. Il passato insegna. Di qui l’esposto in cui l’avvocato Di Martino invita Comune e Questura a revocare in via definitiva la licenza ai gestori, misura prevista nel caso in cui la chiusura temporanea avvenga più di una volta, come per il phone center e il minimarket di piazza Ugo Bassi, sospesi già due volte in un anno. O almeno, che si vieti la vendita di alcolici, alla base dei problemi di sicurezza della zona. Il tema verrà proposto oggi nella riunione della Giunta comunale dall’assessore Stefano Foresi per valutare tutte le soluzioni possibili da adottare affinché al Piano si viva un clima di maggiore serenità, com’è avvenuto in questi giorni in cui i due locali della discordia sono rimasti chiusi al pubblico. 

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