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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Rissa in centro, i commercianti: «Siamo allo sbando, manca l'educazione»

A pochi giorni dal parapiglia che si è scatenato sotto la galleria dorica gli operatori della zona chiedono telecamere di sorveglianza e maggiori controlli

Dopo la rissa di sabato pomeriggio e il caos che si è scatenato sotto la Galleria Dorica (sono state arrestate 4 persone poi rimesse in libertà) i commercianti della zona chiedono a gran voce il ritorno della vigilanza privata e le telecamere di sicurezza. Erano circa due mesi e mezzo «che - dicono gli operatori - grazie anche al supporto fondamentale dei poliziotti di quartiere non si verificavano fatti di questo tipo in quella zona». La zuffa sarebbe scattata verso le 19 e la causa sarebbe stata quella di un complimento di troppo ad una ragazza.

«Saranno stati in cinquanta – dice Marcello Sinibaldi, titolare della nuovissima enoteca Degustibus – avevo delle clienti sedute ai tavolini esterni che stavano bevendo un bicchiere di vino. Io stavo preparando delle tartine per loro quando, all’improvviso, si è scatenato l’inferno davanti al bar poco più avanti». Sono volanti pugni, calci, schiaffi e anche qualche sedia. «È stata la frazione di un attimo, le mie clienti sono scappate e quando è arrivata la polizia si è scatenato il fuggi fuggi generale. La mia compagna ha provato anche a fare un video ma io le ho detto di mettere via il telefono e di chiamare immediatamente la polizia. Se il Comune non fa qualcosa di concreto per garantire la sicurezza io me ne vado da qui».

Sotto la galleria non è la prima volta che si verificano episodi di delinquenza giovanile. A novembre, nel negozio di oggettistica C.Berardi di Ines Laura Foschi dei ragazzini erano entrati per provare a rubare una collana esposta in vetrina. «Sono sempre gli stessi, li conosciamo tutti ma loro fanno come vogliono» spiega la titolare: «è bastata una settimana senza vigilanza privata che sono tornati i disordini». È d’accordo anche Annalisa Marinelli dell’Outlet della Galleria: «Mi sono presa uno spavento enorme. Ho chiuso immediatamente la porta a chiave. Ad un certo punto pensavo entrassero dentro, e poi erano tanti questi ragazzi e non si capiva più nulla. La sera ho chiuso il negozio e sono tornata a casa guardandomi le spalle. Lungo corso Garibaldi, poi, ho incontrato altri di questi ragazzini che, con la cassa bluetooth sparata a tutto volume, ballavano in mezzo alla strada e cantavano a squarcia gola. Il loro atteggiamento mi spaventa. È come se provocassero in qualche modo. Non si lavora tranquilli così».

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