Cronaca

Clan rivali si picchiano in carcere, uno spinto dalle scale nell'ora d'aria: due condanne per rissa

Tre detenuti di Montacuto, ospiti della sezione di alta sicurezza, sono finiti a processo per un parapiglia scoppiato nel corridoio. Ad avere la peggio è stato un 54enne che è stato portato in ospedale con le ossa rotte

ANCONA – Non correva buon sangue tra i detenuti del carcere di Montacuto, un gruppo siciliano e l'altro calabrese. Mentre si trovavano a scontare una pena per crimini mafiosi, nella prima sezione ad alta sicurezza, tra i due clan è scoppiato un litigio finito a botte. Erano volati pugni e un detenuto, 54 anni, calabrese, era finito giù dalle scale con le ossa rotte e 30 giorni di prognosi. Solo l'intervento delle guardie aveva sedato gli animi e diviso un gruppo di almeno quattro persone. Per tutti era scattata la denuncia per rissa. Solo il calabrese però era finito in ospedale. L'episodio risale al 2 dicembre del 2019.  Al tribunale di Ancona oggi il giudice Pietro Renna ha condannato due siciliani, un 45enne e un 51enne, a nove mesi di carcere. Assolto invece perché il fatto non sussiste il calabrese rimasto ferito. L'imputato era difeso dall'avvocato Federica Squadrini. il quarto componente era uscito dal procedimento con la conclusione delle indagini. Prima della sentenza sono stati sentiti in aula gli ultimi testimoni, altri detenuti presenti quel giorno e anche il 54enne. Nessuno dei testimoni ha detto di aver visto la caduta dalle scale e anche il ferito non ha accusato nessuno della presunta spinta affermando di non aver mai avuto contrasti in carcere. Sentito anche uno dei due condannati che ha riferito che dopo la caduta dalle scale del calabrese lo avevano raggiunto per tirarlo su e scuoterlo per farlo riprendere. Le ferite riportate sarebbero state dovute solo alla caduta. 

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