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Uno striscione di protesta dalle finestre dell'Istituto (dal web)

Uno striscione di protesta dalle finestre dell'Istituto (dal web)

Lettori: “Salvare l’istituto Pergolesi, una priorità per la cultura”

Riceviamo e pubblichiamo la lettere di uno studente dell'Istituto pareggiato "G. B. Pergolesi" di Ancona, rimasto senza fondi da parte di Comune, Provincia e Regione e in attesa di sentenza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno studente dell'Istituto pareggiato “G. B. Pergolesi” di Ancona, rimasto senza fondi  da parte di Comune, Provincia e Regione e in attesa di sentenza

"Cari amici di Ancona Today,

vi scrivo perché le istituzioni locali non sembrano dar ascolto alle richieste e necessità reali di un istituto formativo che rischia gravemente la liquidazione a Dicembre.
20 docenti e più di 200 alunni rischiano di rimanere per strada, a causa di una mancata parola da parte degli enti sovvenzionanti (che tra l'altro hanno fortemente voluto, a suo tempo, la creazione di suddetto istituto) di Regione Marche, Provincia e Comune di Ancona.
Si tratta dell'Istituto pareggiato “G. B. Pergolesi” di Ancona, unico capoluogo di regione senza conservatorio statale, che si è visto, nonostante gli accordi presi anni fa secondo i quali i 3 enti avrebbero sovvenzionato i corsi di alta formazione musicale sino a statalizzazione avvenuta, tramite accorpamento con il Conservatorio Rossini di Pesaro, ma che, quest'anno, hanno deciso di non sostenere più le spese annuali per l'Istituto, che ammontano a circa 1 milione di euro.
L'istituto, ad oggi commissariato dal ministero, è in attesa del verdetto del giudice del lavoro, che deciderà se gli enti dovranno sostenere quest'anno accademico (poi per l'anno prossimo sarà di nuovo una lotta contro i mulini a vento), oppure se far procedere il commissario esterno con la liquidazione della struttura.

Ora, si tratta di 20 docenti pareggiati (e molti altri non pareggiati), iscritti ad una graduatoria speciale, per cui questi non avranno modo di reinserirsi nel mondo dell'insegnamento musicale, e si troveranno per la strada a 40, 50 anni, senza più alcuna prospettiva, ma con una solida preparazione e tanta esperienza nel campo musicale.
Nonostante l'eccellenza che contraddistingue l'Istituto, seppur nelle sue ridotte dimensioni, gli incredibili talenti che ivi insegnano e che vengono formati (diversi premi importanti sono stati riconosciuti a docenti ed ex alunni della scuola), Comune, Regione e Provincia hanno deciso di risparmiare, ancora una volta, a scapito della cultura, togliendo possibilità formative di grande qualità e, di conseguenza, una risorsa importante che attira studenti fin dalla Cina e dalla Corea, per non parlare dei tanti studenti che vengono da tutta Italia per la qualità formativa offerta.
Questo fa rabbia al sottoscritto in qualità di studente che ha sacrificato 10 anni della sua vita allo studio e all'indirizzo musicale, e come me tanti altri che sono nei vari stadi del percorso, già difficile di suo, della preparazione di alta formazione musicale.
Studenti venuti da lontano hanno affittato casa, si sono impegnati con le loro famiglie in questo lungo cammino, e ora si ritrovano con il peso morale di gettare investimenti ed energie per colpa di una politica che, ancora una volta, è pronta a sacrificare i cittadini onesti invece dei propri sperperi e privilegi.

Se l'istituto chiudesse, aggiungo infine, si creerebbe un precedente unico in Italia, tra i 20 istituti come il nostro, che potrebbe portare a una disastrosa catena di eventi volti a demolire il patrimonio culturale musicale che per secoli è stato motivo di vanto del nostro meraviglioso Paese.
La speranza di tutti noi è che una volta tanto l'amministrazione anconetana dimostri che la cultura musicale non è solo motivo di vanagloria da sfoggiare all'occasione, ma un percorso e una produzione da incoraggiare e foraggiare, per dar sfogo creativo e stimolo morale e intellettuale ai cittadini, ed offrire un prodotto che migliora la qualità della nostra vita in altri sensi oltre che quello economico.

un caro saluto,

Michele Moretti"
 

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