Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Stalking: via da Ancona per fuggire dall'ex, rinviato a giudizio un 20enne

Un rapporto difficile, ma che in troppe occasioni è sfociato nella violenza. In particolare 2 i casi che hanno portato la famiglia di lei a denunciare tutto alle autorità, facendo finire a processo il giovane anconetano

L'avrebbe perseguitata e picchiata. In un alcune occasioni sarebbe stato un calvario liberarsi di quel fidanzato che, di lasciarla andare, non ne voleva proprio sapere. Al punto che un giorno, per sfuggire alla violenza di lui, ha dovuto lanciarsi da un’auto in corsa, per poi fuggire a piedi dolorante. Alla fine lei, un’osimana di 23 anni, non ce l’ha fatta. Ha denunciato il fidanzato e poi si è dovuta trasferire, lontano dal capoluogo marchigiano, per non dover più convivere con l’ansia di poterlo incontrare di nuovo. Per questo ieri il gip ha rinviato a giudizio un anconetano di 20 anni, difeso dall’avvocato Marina Magistrelli e accusato di sequestro di persona, stalking e lesioni aggravate. Dall’altra parte, la presunta vittima e sui genitori, rappresentati dall’avvocato Marcellino Marcellini, si sono costituiti parte civile. I fatti si sarebbero consumati tra l’estate del 2012 e il marzo del 2013, quando i due si frequentavano. 

Un rapporto difficile, ma che in diverse occasioni sarebbe sfociato nella violenza. Come quella sera del novembre del 2012, quando i due erano in macchina diretti a Portonovo. Hanno cominciato a litigare. Lui ha dato in escandescenze e, mentre guidava, avrebbe cominciato a colpirla fino a costringerla a fare di tutto per andarsene. Anche aprire la portiera dell’auto ancora in corsa per gettarsi di fuori, rischiando di farsi molto male. Dolorante, la ragazza sarebbe fuggita a piedi, per poi fermarsi di fronte ad una casa, dove ha chiesto aiuto alle persone che vi abitavano.

Un secondo episodio riportato risale al marzo del 2013. I due si trovavano sempre in macchina. Lui al volante e lei sul lato passeggero. Con un asciugamano legato alla cintura di sicurezza della fidanzata, lei non si poteva muovere. L’imputato avrebbe costretto la sua vittima ad andare fin dentro il suo garage di casa. Lì l’uomo sarebbe esploso con calci e pugni. Al punto che la ragazza è dovuta andare al pronto soccorso. Troppi  i segnali di disagio che la ragazza mostrava dentro casa. I genitori hanno capito e quando la 20enne ha raccontato tutto, è scattata la querela. 

Ma il giovane si è sempre difeso dando un’altra versione della storia. Per lui i due si erano frequentati per un periodo. Un rapporto molto turbolento, in cui entrambi si sarebbero dimostrati violenti per motivi di reciproche gelosie, in un continuo prendersi e lasciarsi. Fino a quando, secondo la versione del ragazzo, lui di lei non ne ha voluto più sapere. E’ stata lei che dopo lo avrebbe sempre cercato in modo petulante e ossessivo. «Sono racconti inverosimili che potremo accertare in un dibattimento che immagino molto vivace» ha detto l’avvocato Magistrelli, riferendosi alla versione dell’accusa.

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