Rigopiano, gli amici vogliono riaprire il negozio di Domenico e Marina

I commercianti del centro hanno scritto al giudice tutelare che si occupa dei beni dei coniugi teatini scomparsi a Rigopiano, per aiutare il figlioletto Samuel

Osimo non dimentica Domenico e Marina. I due coniugi teatini scomparsi lo scorso 18 gennaio nel disastro dell'hotel Rigopiano, vivono nei ricordi di quanti li hanno conosciuti negli anni di vita nelle Marche. Il negozio di Marina, "La bomboniera di Marina", è ancora allestito nel centro storico della cittadina, in corso Mazzini, così come lei lo aveva lasciato prima di partire per quel breve periodo di ferie.

Per questo gli amici commercianti del centro, vogliono fare qualcosa di concreto per ricordare i due e per aiutare il loro figlio Samuel, unico sopravvissuto della famiglia Di Michelangelo. L'idea è quella di riaprire il negozio e vendere la merce ancora al suo interno e destinare i proventi al bambino, in occasione di quattro venerdì musicali di luglio, evento estivo osimano: «Noi -assicurano i commercianti promotori dell'iniziativa- saremmo disposti ad essere presenti a turno, logicamente vorremmo un supervisore che controlli gli incassi. L'obiettivo è che i sacrifici di Marina e Domenico non vadano perduti, sperando che possano servire di aiuto per Samuel». 

Ora hanno scritto al giudice tutelare che si sta occupando di gestire il patrimonio della coppia e che cura gli interessi anche di Samuel. Si vuole ottenere l'autorizzazione a rialzare la saracinesca del negozio che per tre anni è stato il centro della vita di Marina Serraiocco. I commercianti hanno descritto la donna come una commerciante innamorata del suo lavoro, che dava sempre il massimo per accontentare i clienti, realizzando creazioni originali e fuori dal comune. In tanti, dopo aver conosciuto la famiglia Di Michelangelo-Serraicco attraverso i servizi sulla valanga al Rigopiano, si sono fatti avanti per acquistare un oggetto dal negozio di Marina. Ora l'auspicio di tutti è che il giudice tutelare possa decidere in fretta e che non ci siano troppi intoppi burocratici, per far rivivere il sogno della commericante ed aiutare il bimbo, che oggi vive con i nonni a Chieti.

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